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ACR Messina, riflessioni post derby: trasformare le paure in sogni


Lottare per la salvezza, prendere atto delle debolezze, degli errori, di tutto ciò che non è andato.

Non buttare via le incertezze, i timori, gli sbagli, ma assimilarli così da esorcizzarli.

Ridere in faccia al destino nemico con sfrontatezza; trasformare le paure in sogni.


Si è chiuso da poco un calciomercato curativo per le ferite di una squadra e di una società uscite con le ossa rotte dalla prima parte di stagione.

Si apre un nuovo capitolo, forse con una nuova consapevolezza, ovvero che non c'è più niente da perdere.

Quando non si ha più nulla da perdere si agisce con maggiore tranquillità, a cuor più leggero, si prende atto della situazione complicata e ci si raduna per dimostrare che arrivati da soli nel fondo del baratro, soltanto da soli si può risalire.

Un primo tempo regalato, come di consuetudine, squadra troppo schiacciata e difensiva, centrocampo totalmente assente e Adorante abbandonato al suo destino solo contro la muraglia rosanero. Il doppio vantaggio dei padroni di casa sta addirittura stretto alla luce delle occasioni create.


Cosa accade negli spogliatoi, rimane negli spogliatoi, luogo magico dove spesso scattano scintille razionalmente difficili da spiegare, ma che cambiano le partite.


Infatti inizia un secondo tempo totalmente diverso, un Messina così aggressivo francamente non è stato mai visto in questa stagione se non in qualche rara occasione. Formazione ultra offensiva con un 4-2-4 spregiudicato a dimostrare che ormai non c'è veramente più niente da perdere e che nessuno ha intenzione di prendere un'altra imbarcata di gol.

Quindi fuori l'orgoglio, gli ingressi di Russo, Fazzi e Piovaccari cambiano il match. Pareggio agguantato grazie alle reti di Gonçalves e Marginean e vittoria sfiorata nel finale grazie al grande intervento del portiere dei rosanero sempre sul nuovo arrivato Piovaccari. Quasi 38 anni e non sentirli per l'ex Paganese che regala lampi di genio: assist per Gonçalves e passaggi a liberare Adorante dalle asfissianti marcature dei fisici difensori avversari.


Dando un piccolo sguardo alla classifica i 19 punti ottenuti fin qui permettono di rosicchiare ulteriore terreno alla Paganese, appena 3 lunghezze distante dai giallorossi.

Tuttavia, affacciando il naso fuori dallo Stretto, le altre pretendenti alla salvezza non si stanno dimostrando poi così superiori alla squadra di Raciti.

Adesso però è già tempo di pensare alla prossima sfida contro il Bari in programma al ''San Nicola'' domenica 6 febbraio, dopo ci sarà il Foggia e dopo ancora partita salvezza contro il Monterosi Tuscia. Calendario proibitivo ma non impossibile da affrontare.


Fatto sta che un secondo tempo da Messina non cambia il cammino zoppicante fatto fin qui, ma può cambiare la rotta di una stagione ancora salvabile.

Da sempre abituato a navigare in acque tempestose, armato di coraggio e volontà, il popolo giallorosso può ancora sperare in una salvezza non troppo lontana dall'essere un irraggiungibile sogno.





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