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Amara terra mia, PUDM Milazzo, pensare all'interesse dei cittadini


Un argomento, tutt’altro che semplice, quello trattato dall’architetto Giovanni Fiamingo, ospite della puntata numero 4 di Amara Terra mia, programma televisivo di Telespazio, canale 611 Dgt, che sta riscuotendo grande successo, a cura di Franco Arcoraci, che per l’occasione ha affrontato una tematica socio-economica attuale che attanaglia anche le scelte imprenditoriali dei giovani coraggiosi che decidono di investire nel territorio. Una puntata alla ricerca di un confronto per pensare e progettare per il futuro dei cittadini, valutando migliori scelte in un PUDM che richieda deroghe da sottoporre ad espressa autorizzazione dell’ARTA.

Potrebbe essere considerata così, una puntata tesa a fare, nel limite del possibile, un contributo dal punto di vista tecnico, per il futuro della bellezza della città di Milazzo, proprio perché il lungomare di Ponente dal confine di Barcellona Pozzo di Gotto al Tono, viene considerato all’interno di un progetto urbano che potrebbe diventare un volano per lo sviluppo delle città. Una riflessione sintetizzata in una comparazione tra il vecchio, come appreso, mai concretamente realizzato, e il nuovo PUDM da recente invece pubblicato nel sito ufficiale del comune con 10 GG di concertazione per le rispettive osservazioni dei portatori di interesse.

Tra le Leggi, le linee guida e gli standard minimi, sebbene il Decreto assessoriale sulle concessioni sull’aria demaniale consente a vantaggio degli imprenditori anche deroghe (sia per gli stabilimenti balneari che, per altri tipi di investimenti come punti ristoro, attività commerciali e imprese innovative), viene citata in puntata la legge 17 del 21 luglio 2021 aver aperto una finestra di legittimità prima per il Consiglio dei Ministri la impugnasse ( la citata legge aveva cassato l’art.2 della legge 32 del 2020 che indirettamente retroattiva prevedeva l’ attestato di coerenza, bloccando tutte le istanze che i privati avevano presentato perché non in vigore PUDM).

Una situazione incerta che avrebbe determinato in tutta la Sicilia ricorsi in ricerca di legittimità. Cassando l’art. 2 sopra citato si dava concessione a chi avesse presentato istanza prima dell’entrata in vigore della legge senza l’attestato di coerenza (conducendo ad una concessione per sei anni che prevede un adeguamento al nuovo PUDM nel termine per non vedersi cadere la concessione). Infine, non sono mancate inoltre, valutazioni tecniche sul nuovo PUDM rilevando secondo il parere dell’ arch. Fiamingo delle “criticità” a causa del ridisegno di alcune aree, nuovi accorgimenti e future trasformazione di strutture esistenti per “motivazioni scientifiche” che non si adattano al dislivello di linea di naturale erosione.

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