BARCELLONA, 8 GIORNI IN PRONTO SOCCORSO: CASO DI MALASANITA’. L’ASP NON RISPONDE
- Hermes Carbone
- 29 gen
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Otto giorni trascorsi su una barella di Pronto soccorso. Otto giorni di attesa, di dolore e di incertezza, per un paziente di 39 anni rimasto gravemente ferito in un incidente stradale nel Messinese. Un caso che ha sollevato tanti dubbi e interrogativi sulla gestione dell’emergenza sanitaria nella provincia tirrenica della città dello stretto.
Secondo quanto emerso, l’uomo – politraumatizzato, con una lesione vascolare alla vena femorale e un pneumotorace – è stato trasportato al Pronto soccorso dell’ospedale di Barcellona Pozzo di Gotto. La struttura però non è classificata come Dipartimento di Emergenza e Accettazione (DEA) di primo o secondo livello. Non dispone, infatti, delle specializzazioni necessarie per trattare traumi di questa gravità.
Nonostante il quadro clinico complesso e le ripetute richieste di trasferimento, il paziente non sarebbe mai stato accolto da altre strutture. Gli ospedali di Milazzo, Papardo, Piemonte e Policlinico di Messina avrebbero rifiutato il ricovero per una presunta mancanza di posti letto. Nel frattempo, le condizioni dell’uomo sono rimaste critiche.
A denunciare quanto accaduto è il deputato regionale di Sud Chiama Nord, Matteo Sciotto, che ha presentato un’interrogazione con risposta scritta al Presidente della Regione Renato Schifani e all’Assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni.
«Siamo di fronte a un episodio di eccezionale e inaccettabile gravità – ha affermato Sciotto – un fatto che mette in luce disfunzioni profonde nella gestione dell’emergenza sanitaria da parte dell’ASP di Messina».
Ancora più grave, secondo il deputato, il fatto che il paziente sia stato trasferito più volte al Policlinico di Messina per consulenze ortopediche, utilizzando ambulanze ritenute non adeguate, per poi essere riportato ogni volta a Barcellona Pozzo di Gotto senza che venisse mai disposto un ricovero definitivo.
Solo dopo otto giorni è stato trovato un posto letto nel reparto di Medicina dello stesso ospedale, una soluzione definita del tutto inappropriata rispetto alla tipologia del trauma.
La Regione adesso dovrà chiarire se fosse a conoscenza dei fatti, se siano stati applicati i protocolli previsti per il trasferimento dei pazienti critici, quali responsabilità debbano essere accertate e quali misure correttive o sanzionatorie si intendano adottare per evitare che simili episodi si ripetano.
Intanto, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina, contattata dalla nostra redazione, al momento non rilascia dichiarazioni. Ma conferma che si esprimerà sulla vicenda la prossima settimana, in commissione salute all’ARS, dopo l’esame del caso da parte della stessa.








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