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Barcellona P.G.: Comune in predissesto, ma il Sindaco e gli assessori aumentano le loro indennità

L’aumento delle indennità è previsto per legge da una finanziaria nazionale, la Sicilia però nel recepire la legge ha inserito un comma che scarica l’aumento sulle casse comunali.

Situazione al limite del grottesco a Barcellona, nelle casse comunali non ci sono soldi sufficienti per comprare le luminarie per Natale, ma ce ne sono per un aumento delle indennità di sindaco e giunta. Il comune è in predissesto, vale a dire che attende di sapere se il piano di riequilibrio verrà approvato dalla Corte dei conti o se dovrà intraprendere la rigida via del dissesto. Vanta, infatti, un debito di 40 milioni circa che verrà spalmato in 15 anni. Un contesto finanziario che non basta a fermare l’aumento delle indennità per il primo cittadino e per la sua giunta.


L’aumento dunque, prima ancora di conoscere l’esito della Corte dei conti, ricadrà sulle casse comunali di Barcellona, lì, cioè, dove soldi per gli addobbi natalizi non ce n’erano.


Il sindaco dichiara che sarà una battaglia per il futuro, ma il suo mandato naturale finirà nel 2025. Mentre l’aumento va a ritroso, ovvero dal luglio del 2022: da quella data l’indennizzo lordo del sindaco sarà di 3501 euro lordi, quello dei suoi assessori di 1568. Dal gennaio 2023, invece, sarà 3855 per il primo cittadino, 1730 per gli assessori. Mentre salirà nel 2024 fino a 4.347, per gli assessori 1.956. Senza contare vice sindaco, presidente del consiglio comunale e gettoni di presenza: pure questi aumentati.



Le dichiarazioni rilasciate al "Fatto Quotidiano" da parte del Sindaco, Pinuccio Calabrò


«La nostra è una battaglia di dignità: l’aumento è previsto per legge. Gli amministratori comunali hanno diritto a una giusta retribuzione, visti i rischi e i sacrifici. Un parlamentare prende 15mila euro, perché un amministratore locale non deve ricevere il giusto rispetto?


Gli enti locali possono applicare con oneri a loro carico. Gli addobbi li abbiamo pagati di tasca nostra e alcuni sono stati pagati da associazioni locali».



Le dichiarazioni rilasciate al "Fatto Quotidiano" da parte dal consigliere di opposizione, Raffaella Campo


«Nonostante sia legittima la scelta di questa amministrazione appare irriguardosa nei confronti dei cittadini vessati da anni dagli aumenti dovuti al piano di riequilibrio. In molti comuni italiani gli amministratori hanno scelto di rinunciare agli aumenti o di accedervi gradualmente per non dover richiedere alcun anticipo all’Ente e lasciare preziose risorse nelle casse comunali, a disposizione di servizi per i cittadini. Nel frattempo i servizi essenziali come la mensa scolastica non vengono erogati da anni».



La determina n.787 del 23/12/2022


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