BARCELLONA P.G. CRIMINALITA’ NEL SETTORE EDILE: CINQUE CONDANNE PER SUPERBONUS
- Grazia Di Mauro
- 20 mar
- Tempo di lettura: 1 min

Gli incentivi superbonus edilizio 110 per cento usati come escamotage per mascherare affari illeciti e atti criminosi. Il tutto orchestrato da imprenditori e persone ritenute molto vicine agli ambienti criminali di cosa nostra barcellonese. Giovedì, si è conclusa l’udienza preliminare relativa a uno dei filoni di un’inchiesta partita durante il periodo del covid, portata avanti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina e condotta dai Carabinieri del Nucleo investigativo.
Le condanne inflitte davanti alla gup Alessandra Di Fresco sono state 5: 12 anni a Tindaro Pantè, 4 anni a Mariano Foti e 10 al figlio Salvatore, 8 a Fabio Gaipa e Tindaro Mario Ilacqua.
Negli anni le indagini hanno ricostruito anche probabili illeciti commessi anche in altre settori, disarticolando l’inchiesta in più filoni.
Nel dicembre 2024 le investigazioni avevano portato all’esecuzione di misure cautelari, con il carcere disposto per Salvatore Foti e Tindaro Pantè. Per i 2 era stata stata ritenuta possibile l’ipotesi di associazione mafiosa, mentre a Pantè era stato contestato anche il trasferimento fraudolento di beni aggravato.
I 5 imputati sono stati assistiti dagli avvocati Salvatore Silvestro, Filippo Barbera, Sebastiano Campanella, Tino Celi e Francesca Giuffrè.








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