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Capo Skino Park Hotel, il turismo della bellezza e “da crociera” sposa il Festival del Cinema Italiano con cena di gala sulla Baia di Gioiosa

La forte emozione di sentirsi nel mega salone di ricevimento e delle danze chic o sul ponte imbandito e più alto di una nave da crociera, attraccata alla Scogliera di Gioiosa Marea, è palpabile e ti invoglia a scegliere questa location per i tuoi momenti più rilevanti o per trovare un po' di relax tra piscina e terrazza mozzafiato destinata ad aperitivi e cene eleganti con spaccati musicali. Dalla forte emozione al miscuglio di elementi vincenti per un’ospitalità completa e ricca: un motore motivazionale che si può creare e ricreare ogni giorno che si trascorre al “Capo Skino Park Hotel”, una struttura alberghiera dal fascino mozzafiato che è posizionata in un sito nevralgico nel comune balneare di Messina e che da diversi anni si è focalizzata e ampliata pure sull’organizzazione di cerimonie e manifestazioni di prestigio e d’intrattenimento, come è accaduto pochi giorni fa con il “Festival del Cinema Italiano - V Edizione”.




Nel dettaglio l’hotel, che presenta i connotati di una villa di lusso galleggiante per i servizi offerti, compresa la ristorazione curata dallo Chef Salvatore Campo, ha accolto buona parte degli invitati vip e gli addetti ai lavori della rassegna cinematografica per tutto il suo svolgimento e ha allestito una delle due cene di gala previste (la penultima del 5 luglio) con tutto il parterre quotato di artisti. All’interno del ramo banchettistico che compie un centinaio di matrimoni l’anno l’azienda è denominata “Mare d’Incanto”. A cercare questa collaborazione di garanzia ricettiva è stata proprio la direzione generale della Kermesse di Franco Arcoraci e Giusy Venuti che hanno individuato questo colpo d’occhio come l’ideale location anche per gli ospiti più esigenti quali i personaggi dello spettacolo nazionale.




Ma a chi appartiene questo attrezzato albergo dai sensazionali spazi sia aperti che interni sia per osservare il panorama? Il proprietario e amministratore arriva in Sicilia per cimentarsi in un corso di sub dal Trentino Alto Adige, dopo aver sperimentato l’escursionismo nelle vette montane, abbastanza insidiose, fino a 6000 metri d’altezza. L’imprenditore Davide Catanzaro si è lasciato    fagocitare spontaneamente dall’ambiente marinaro dal 2010, “senza poter opporre resistenza” a questa attrattiva rubacuori, pur essendo un uomo che ama la montagna e che è cresciuto in mezzo alla neve ma che ha trasmesso il suo percorso manageriale di famiglia anche in questo nuovo scenario che merita di estendersi ancora di più in termini di bacino di clientela.       

“Park Hotel Capo Skino” è ad oggi uno dei tre riferimenti dell’hotellerie di “Andalo holiday srl” che circoscrive, dalla provincia di Trento, in un orizzonte infinito un contenitore di cultura turistica e paesaggistica differente e ben innestata ed amalgamata, collegando l’affaccio sulle Isole Eolie alle Dolomiti con un unico soffio di vento. La famiglia Catanzaro è un nucleo ristretto e affiatato che ha saputo fare del suo modo di fare impresa un mix caratteriale che si spartisce tra le acque del Mar Tirreno e le montagne del Nord Italia più ambite, quindi tra Sicilia e Trentino; e ancora fra tramonti sul mare e albe in rifugio oppure sul fronte leccornie culinarie fra pesce alla griglia di ogni tipo e Canederli di formaggio grigio (tipicamente trentini) o fra pesce stocco e stracotto o fra Cannoli siciliani e strudel di mele con crema alla vaniglia. A costituire il gruppo nel 1977 è Paolo Catanzaro (il papà di Davide), con cui abbiamo avuto pure il piacere di confrontarci a Capo Skino, in occasione della nostra presenza al “Festival del Cinema Italiano” come Media Partner. L’Azienda familiare in Trentino ad Andalo presenta due alberghi (Hotel Alpen Andalo con camere e Residence Meridiana Andalo con appartamenti & suite), dal marchio caratteristico montanaro con il valore aggiunto dei centri benessere.  




Quando Davide (attuale titolare e gestore di Capo Skino Park Hotel) si reca in Sicilia, se ne innamora e diventa albergatore in questa magnifica area. “Non era programmato che l’attività alberghiera si allargasse su questa Isola maggiore - si confida il signor Paolo -. Abbiamo avuto opportunità che ci soddisfa in un ambiente così bello e invitante e su cui sembra di soggiornare nel molo di un porto. Da tre anni a questa parte, diamo grande risalto alla sezione Wedding, dopo aver risistemato l’edificio con un giardino moderno, appositamente munito di tutti i comforts. A spiccare, proprio per coprire le richieste in un posto così turistico e trasversale, sono la doppia sala di ricevimento e la doppia cucina che serve come ristorante per gli utenti dell’hotel e ristorante per eventi a cominciare dai banchetti in generale. Tanti eventi si possono attrezzare anche a bordo piscina che guarda il mare e la costa di Capo Skino e poi lungo l‘itinerario degli invasi che tracciano gli effetti d'acqua”.

L’Hotel apparteneva in passato ad una storica famiglia del territorio Pizzino. Successivamente verso gli anni Ottanta è stato rinnovato. Il gruppo dei Catanzaro ha chiaramente adattato il plesso con le sue zone esterne ai requisiti turistico – alberghieri.

Mentre Paolo si è dedicato per un periodo della sua carriera anche alla politica (dal 2005 al 2015 è stato Sindaco nel Comune di Andalo), il figlio Davide che è il protagonista lungimirante dell’attività ricettiva marinara, con tanto di spiaggia privata e bar privato, si è gettato anima e corpo nell’Amministrazione del Park Hotel e vuole fare crescere il suo nome, considerando che esprime la fisionomia di un Paradiso Terrestre…  




La struttura si articola su sei livelli con una novantina di camere, lato mare e monte. Per quanto concerne l’aspetto che interessa i vacanzieri, Capo Skino sempre su mandato di Davide Catanzaro ha costruito una rete di fornitori di servizi del turismo per scoprire la Sicilia attraverso l’utilizzo del Porto di Patti e Capo d'Orlando, indirizzando anche al sentiero naturalistico di Capo Calavà (ad un chilometro di distanza) ma anche a servizi di gite in barca a vela o di immersioni. “La Filiera del turismo della bellezza di questo posto funziona che è una bellezza, scusando il gioco di parole che è d’obbligo per puntualizzare la cura di ogni nostro profilo – commenta il titolare -. Facciamo anche accoglienza in giardino e in terrazza per poter godere di ogni angolo di meraviglia di cui questa sede è dotata, con la supervisione in cucina dell’ottimo chef Campo. Siamo stati felici e fieri di ospitare il Festival del Cinema Italiano perché ci ha permesso di impreziosire le nostre sale ma comunque di assicurare quello che noi siamo abituati a fare con un quantitativo di posti a sedere pari a 240. In particolare, abbiamo potuto sfoggiare il nostro format raffinato ed itinerante come per una festa in piscina all'americana, realizzando un aperitivo di benvenuto nel giardino e trasferendoci nel salone interno a vetri che rappresenta la nostra attrazione”. Il proprietario specifica che “Capo Skino” in questo momento intercetta turisti che fanno una stagione corta (maggio – ottobre) quindi un filone italo - spagnolo e italo olandese. Per il resto dell’anno, primi sprazzi di primavera e d'inverno, il gruppo imprenditoriale è concentrato al settentrione. Ma il progetto è di estendere il periodo lavorativo nella località Gioiosa Marea, auspicando che il Comune si renda parte attiva per favorire sempre di più i trasporti verso gli aeroporti e le escursioni. Così “Gioiosa potrebbe acquisire più vivacità, come lo era una trentina di anni fa diventando la Taormina del Tirreno” - aggiunge Paolo.




Lo chef Salvatore Campo, da quattro anni a Capo Skino come consulente esterno, segue anche almeno quattro diverse strutture, di cui una della catena Alpitour. Ha abbracciato il progetto Capo Skino e ha consigliato e voluto uno staff dedicato ai matrimoni, in modo da non ingolfare il comparto gastronomico per la clientela in soggiorno. Insieme alle due brigate, ci sono ulteriori tre sous chef. Inoltre, effettua corsi di formazione in tre accademie differenti a Catania (Mida), a Palermo (Mag) e a Brescia e ha lavorato in locali rinomati tra Francia e Nord Italia. Lo Chef Campo è anche produttore di olio proprio per la sua passione nella genuinità degli ingredienti. Il suo Oleificio Campo dal 1730 a Protonotaro - Castroreale è un frantoio di trasformazione e realizza ben sei etichette (Scialai che è Nocellara del Belice, quattro aromatizzate e un Verdello che quest’anno non è stato ricavato per scarsità di questa cultivar).              

Le materie prime selezionate per il ristorante che “trotta” nella quotidianità e per gli eventi come per il Festival del Cinema Italiano provengono dall’hinterland perciò a base di carne e in quanto terra di formaggi e salumi.




Il menù Gourmet proposto per la quinta serata del Festival, con cena di gala, è iniziato con un Entrée fatto da un fico, guarnito con una mousse di formaggio e bacon croccante;




si è continuato con l’Antipasto di Uovo in camicia con Fonduta di Maiorchino su nido di erbette e Nero modicano; a seguire, un Risotto al Pesto di Tenerumi, Mousse di Ricotta dei Nebrodi e croccante di nocciole;




poi, un classico rivisitato di primo piatto “Norma 4.0”




e un secondo piatto rappresentato da un Filetto di maialino dei Nebrodi, con scarola alla brace, morbida di patate e composta di cipollotti. A conclusione il dessert “Panbrillo” del pastry chef Mauro Lo Faso, anche lui graditissimo partner nel settore del gusto del Festival, che ha portato la sua bravura e la sua esperienza dalla celebre pasticceria del palermitano (Bolognetta) “Delizia Lo Faso”.




Mentre per i vini ci si è affidati all’abbinamento della Cantina Antica Tindari, che è stata inserita tra le aziende sponsor della rassegna ed è stata presente nei Cooking Show e nei corner pomeridiani/serali destinati al Food nella seconda location alberghiera per intervallare lo spettacolo cinematografico.

“Capo Skino Park Hotel” è pronto a mantenere e superare i suoi standard con lo studio di nuove serate per imprimere anche una spinta ai governatori del comprensorio, per agevolare anche l’impegno di chi è albergatore come Davide Catanzaro e scende in campo con figure professionali propositive e audaci, agganciandosi peraltro alle organizzazioni di eventi di successo come il Festival del Cinema Italiano che ha tenuto banco nelle testate giornalistiche nazionali in queste ultime settimane.

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