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Caro Bollette: Federconsumatori Sicilia chiede sospensione distacchi per morosità



Nelle ultime settimane è aumentato notevolmente il numero di persone che si rivolgono agli sportelli di Federconsumatori Sicilia a causa della fortissima crescita delle spese per energia elettrica, gas e carburanti, del basso reddito medio e dell’elevata disoccupazione. E per questo che Federconsumatori Sicilia ritiene essenziale, in questo momento, un provvedimento di sospensione dei distacchi per morosità.

Federconsumatori ha aggiornato le proprie stime 2022 sui rincari che si potrebbero abbattere sulla famiglia media che risultano di ammontare a oltre 1.500 euro a causa dell’aumento del costo di bollette, benzina e materie prime, alimentari, beni primari e beni di servizio.

Il problema degli aumenti delle bollette energetiche va visto in modo ampio, considerato che, per l’organizzazione, è impossibile distinguere gli aumenti che pagheranno i cittadini-consumatori da quelli che pagheranno le imprese che producono: prima o poi quegli extra-costi saranno pagati, almeno in parte, proprio dai consumatori.

“Insieme ad altre associazioni di consumatori stiamo facendo degli accordi, ad esempio con Eni Gas e Luce, per disporre una lunga rateizzazione delle bollette maggiorate, anche oltre i 10 mesi previsti dal governo, senza dover pagare il 50% della fattura scaduta”. Comunica Federconsumatori Sicilia. Nonostante gli interventi straordinari del Governo, Federconsumatori rende noto che nel primo trimestre 2022 (calcolato fino ad ora) si è registrato un aumento del 131% (rispetto al primo trimestre 2021) per il cliente domestico tipo di energia elettrica (da 20,06 a 46,03 centesimi di euro/kWh, tasse incluse) e del 94% per quello del gas naturale (da 70,66 a 137,32 centesimi di euro per metro cubo, tasse incluse).

Rispetto al quarto trimestre 2021, invece, il rincaro previsto è del 55% per l’energia elettrica e del 41,8% del gas.

“ Negli anni - continua - si è sottovalutato l'effetto stabilizzatore delle energie rinnovabili e oggi, che veniamo da una pandemia e l'economia deve ripartire in fretta, ci troviamo ancora dipendenti dal gas che passa dall'Ucraina più che dal sole che batte sul tetto di casa nostra. Ecco perché, se vent'anni fa avessimo investito seriamente nelle rinnovabili, oggi non soffriremmo così tanto per le fluttuazioni internazionali del prezzo del gas e il Governo non potendo agire sul costo del gas, che proviene quasi tutto dall’estero, deve ancora intervenire su oneri di sistema e tasse (assurdo caricare l’IVA sugli oneri di sistema), e anche rafforzare i bonus sociali a difesa delle fasce sociali più deboli”.

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