CASO CUZZOCREA, IL RIESAME RESPINGE I DOMICILIARI PER L’EX RETTORE
- Hermes Carbone
- 29 gen
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Il Tribunale del Riesame dice no agli arresti domiciliari, ma dispone l’allontanamento totale dal mondo universitario.
È questa la decisione assunta nei confronti di Salvatore Cuzzocrea, indagato nell’inchiesta coordinata dalla Procura di Messina guidata dal procuratore Antonio D’Amato, un’indagine che ha avuto un forte impatto sull’ambiente accademico cittadino.
I giudici del Riesame hanno respinto la richiesta della Procura di applicare una misura custodiale, ritenendo che allo stato degli atti non sussistano i presupposti per i domiciliari.
Tuttavia, il Tribunale ha riconosciuto la presenza di esigenze cautelari tali da rendere necessario un provvedimento restrittivo, seppur di natura diversa. Da qui la decisione di applicare una misura interdittiva della durata di un anno, che vieta a Cuzzocrea di svolgere qualsiasi attività all’interno di tutte le università italiane.
Un provvedimento esteso all’intero territorio nazionale, che comporta l’impossibilità di ricoprire incarichi accademici, partecipare ad attività didattiche o istituzionali e frequentare ambienti universitari. Secondo il Tribunale, l’allontanamento dall’ambito accademico è ritenuto necessario per evitare il rischio di reiterazione delle condotte contestate o possibili interferenze con l’attività investigativa in corso.
Una scelta che, pur escludendo la custodia cautelare, viene considerata funzionale alla tutela dell’indagine e al corretto funzionamento delle istituzioni coinvolte. Si tratta di una decisione che segna un passaggio rilevante nell’inchiesta e che riapre il dibattito sul rapporto tra ruoli di potere, funzioni istituzionali e garanzie all’interno del sistema universitario.
Il provvedimento non è ancora efficace: per la sua applicazione sarà necessario attendere il pronunciamento della Corte di Cassazione, chiamata ora a esprimersi sulla vicenda.








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