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CICLONE HARRY, LINEA FERROVIARIA MESSINA – CATANIA SARA’ RIATTIVATA NON PRIMA DI UN MESE



Il ciclone Harry ha lasciato ferite profonde lungo la costa ionica del Messinese, colpendo una delle infrastrutture più antiche e delicate della Sicilia: la linea ferroviaria tra Taormina e Scaletta Zanclea. Un tracciato di fine Ottocento, sospeso tra mare e montagna, che in questi giorni ha dovuto fare i conti con mareggiate eccezionali e venti di tempesta.


Rete ferroviaria italiana aggiorna sullo stato dei lavori e conferma la tabella di marcia: il ripristino completo della linea è previsto per il 6 marzo. “Ad oggi, spiegano da Rfi, si sta procedendo regolarmente, in linea con quanto stabilito subito dopo la prima ricognizione dei danni”.


Appena cessata l’emergenza meteo, i tecnici Rfi sono entrati in azione lungo tutta la linea, riscontrando danni diffusi e di varia entità. Priorità assoluta è stata data al ripristino del collegamento tra Taormina e Catania, dove sono stati sistemati la linea aerea, i pali divelti dal vento e gli impianti della stazione di Catania. Questo ha permesso, già dal 24 gennaio, la ripresa dei collegamenti ferroviari con Siracusa e Palermo.


Ben più critica la situazione nel tratto Taormina–Scaletta Zanclea, dove le mareggiate hanno letteralmente divorato il rilevato ferroviario. In alcuni punti il binario è rimasto sospeso nel vuoto, rendendo la linea completamente intransitabile.


Secondo Rfi, l’evento ha avuto caratteristiche straordinarie: due giorni consecutivi di allerta rossa, venti di burrasca e mareggiate violente. Un mix che ha messo a dura prova un’infrastruttura storica costruita a ridosso della costa.

In alcuni tratti, come tra Scaletta Zanclea e Itala, il rilevato ferroviario ha persino funzionato da barriera di protezione per i centri abitati, sacrificandosi sotto la forza del mare.


I danni più gravi riguardano quattro tratti principali: uno subito dopo la stazione di Taormina, uno tra Letojanni e Sant’Alessio, lungo circa 600 metri, e un altro in località Itala.


Tre di questi siti sono completamente inaccessibili via terra e via mare: qui i cantieri operano esclusivamente con mezzi ferroviari. Per affrontare l’emergenza, Rfi ha attivato quattro cantieri base, vere e proprie basi logistiche lungo la linea.


I lavori procedono senza sosta, sette giorni su sette. In campo oltre 50 maestranze, sei squadre per le opere civili, mezzi bimodali capaci di muoversi su rotaia e su gomma, convogli per il trasporto di massi e materiali di cava.


Parallelamente si lavora anche sugli impianti elettrici e tecnologici, mentre il personale Rfi presidia costantemente la gestione dell’emergenza.


Non solo i grandi dissesti: lungo circa 32 chilometri di linea si stanno rimuovendo detriti trasportati dal mare. Sul binario sono stati trovati natanti, materiali di stabilimenti balneari e detriti di ogni tipo, spazzati via dalla furia delle onde. Un lavoro complesso, portato avanti anche in sinergia con la Prefettura di Messina.

 
 
 

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