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Festival del Cinema Italiano: intervista a Paky Arcella


Gira nella ridente cittadina di Milazzo da qualche giorno, s'incontra per le strade e agli eventi organizzati nell'ambito del Festival del Cinema Italiano. È il napoletano verace Paky Arcella, presentatore televisivo e di eventi. Ecco cosa ha raccontato, ai nostri microfoni, sulla rassegna cinematografica più attesa dell'autunno siciliano e del suo direttore Franco Arcoraci.


Non è nuovo a Milazzo, ma è la prima al Festival del Cinema.


«È una novità perché è stato creato qualche anno fa però adesso è approdato a Milazzo con la direzione di Franco Arcoraci, che è un grande professionista. A Milazzo mi ci aveva portato lui qualche anno fa dopo un incontro in Sicilia dove io lavoravo per Rai1 in un programma musicale di canto. In quella circostanza, Franco mi parlò di un festival bello che riusciva a catalizzare l'attenzione di circa 10-12 mila persone sul lungomare di Milazzo. Quel giorno mi invitò e mi disse: «Troveremo la formula per collaborare e organizzare questo festival». Da quel giorno sono venuto a Milazzo e mi sono innamorato di questa realtà».


Come vede il Festival del Cinema Italiano - edizione 2022 attraverso l'occhio da organizzatore?

«La funzione di un direttore artistico, quando si organizza qualcosa di così importante come il Festival del Cinema, è quella di attrarre l'attenzione sulla località bellissima come quella di Milazzo, che fa innamorare tutti. E, infatti, sta succedendo questo. Si sta creando un'atmosfera che per giunta è molto importante per la cultura, per il cinema ma anche per la musica. Quindi, fondere tutte queste bellissime sinergie permette poi di far star bene la gente di far parlare bene del territorio ma soprattutto di creare una magia che solo Franco Arcoraci con la sua splendida moglie Giusy riesce pian piano a creare. So che questo è il primo anno, che mi ha invitato, che ho accettato l'invito e sarò ancora il portavoce di qualcosa di bello. Un festival del cinema che si rispetti porta anche delle altre arti: l'arte dell'enogastronomia, della cultura e del turismo. Devo dire che anche io, in quest'ultimo periodo della mia vita, ho dedicato le mie energie soprattutto al turismo e credo che sia veramente qualcosa di importante il turismo ha bisogno di intrattenimento, di queste iniziative di grande respiro e complimenti agli organizzatori e anche a chi ha ideato il Festival del Cinema perché si colloca nel panorama di tante iniziative.


Cosa significa per te coniugare il giorno del tuo compleanno e il Festival del Cinema Italiano, rassegna cinematografica di così alto spessore?


È capitata anche questa coincidenza. È bello perché sto vivendo questa emozione forte in compagnia di amici, persone di qualità, selezionate, con cui nascono alchimie meravigliose.

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