FORZA D’AGRO’, NELL’INCHIESTA SULLE FALSE RESIDENZE ANNULLATE 5 MISURE CAUTELARI. TORNA LIBERO ANCHE IL SINDACO MILIADO’
- Grazia Di Mauro
- 24 apr
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Tornano in regime di libertà i 5 indagati principali nell’inchiesta sulle false residenze nel comune Jonico di Forza d'Agró. A deciderlo il Tribunale del Riesame di Messina. Secondo gli inquirenti, il sistema costruito nel 2024 sarebbe servito per alterare il peso del voto e condizionare l’esito delle elezioni amministrative. Al centro del probabile illecito proprio il sindaco Bruno Miliadò per il quale ieri sono stati revocati gli arresti domiciliari.
Lo stesso provvedimento era stato adottato per il capogruppo di maggioranza Emanuele Di Cara, l'ispettrice capo della Polizia locale Carmela Bartolone e l'ausiliario del traffico Carmelo La Rocca. Al consigliere Pippo Bondì era stato invece applicato il divieto di dimora in paese.
I giudici del Riesame hanno accolto le istanze della difesa formata dagli avvocati Tommaso Autru Ryolo, Francesco Gazzara, Fabio Di Cara, Massimo Brigandì, Renzo Briguglio, Bonaventura Candido e Corrado Rizzo.
Lo scorso primo di aprile a eseguire la misura erano stati i Carabinieri della compagnia di Taormina con l’ipotesi della presenza di un’associazione per delinquere, finalizzata alla falsificazione di atti pubblici.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il presunto sistema si sarebbe basato su false residenze anagrafiche create ad hoc per aumentare il bacino elettorale e orientare il voto in occasione delle amministrative dell’8 e 9 giugno 2024.
Un meccanismo che avrebbe coinvolto complessivamente altre 67 persone, chiamate a trasferire fittiziamente la propria residenza nel piccolo centro jonico. Le indagini comunque proseguiranno.








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