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Giornalista della Repubblica portato in Questura: doveva documentare una manifestazione

Portato in Questura mentre stava seduto sugli scalini di una chiesa, in prossimità dell'area della manifestazione di disobbedienza non violenta promossa da Ultima generazione, a Messina, organizzata per chiedere l'istituzione di un fondo per gli eventi climatici estremi. È accaduto al giornalista Fabrizio Bertè, corrispondente di Repubblica.


Come il cronista ha raccontato al suo giornale, i fatti si sarebbero svolti in via largo Seggiola. Bertè era in compagnia di un professore quando gli si è avvicinato un poliziotto in borghese che ha richiesto i documenti. Nonostante avesse esibito anche la Tessera dell'Ordine dei giornalisti e avesse più volte ribadito di trovarsi lì per documentare la protesta, Bertè è stato portato in Questura e rilasciato soltanto due ore dopo, a perquisizione avvenuta. Al giornalista è stato contestato il fatto di essere in compagnia di un “pluripregiudicato”, definito così dalle forze dell’Ordine (fonte Repubblica).


Al suo fianco - oltre alla direzione di Repubblica che "denuncia il carattere pretestuoso e intimidatorio di una misura assolutamente ingiustificata" - il Sindacato regionale e la Sezione provinciale. Entrambi chiedono che sia fatta piena luce sull'episodio. "Il giornalista – riferisce Assostampa - ha più volte sottolineato che il fermo non gli permetteva di esercitare il diritto di cronaca - e l'episodio è - un impedimento all'attività giornalistica garantita dalla Costituzione". L'Ordine dei giornalisti Sicilia "esprime solidarietà al collega Fabrizio Bertè".


La solidarietà giunge da più parti, anche dalla Figec di Messina, che è solidale a "Fabrizio Bertė, perquisito e trattenuto dalla Digos negli uffici della questura, “reo” di svolgere appieno il diritto-dovere di cronaca cui ogni giornalista è chiamato a rispondere nell’ambito di una professione sottoposta, mai come ora, a continue intimidazioni tese a mettere il guinzaglio all’informazione.Il giornalista, infatti, stava parlando con un attivista di “Ultima generazione” per documentare la manifestazione di protesta che si sarebbe svolta da li a breve, quando è stato fermato dagli agenti a cui non è bastata la consegna dei documenti di identità, compreso il tesserino di iscrizione all’Ordine dei giornalisti e nemmeno la disponibilità a fare perquisire lo zaino. Figec, nel ribadire pieno rispetto del lavoro delle Forze dell’Ordine, chiede uguale rispetto per il lavoro di chi fa giornalismo in maniera corretta al servizio dei cittadini”.

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