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Graziella Campagna virgulto dell’onestà per la “Scorta per la Memoria” da Palermo a Villafranca


Quanti i casi di mafia in Italia che non hanno colpevoli e ancora oggi sono irrisolti e l’ingiustizia dilaga. Ma c’è un caso che, ieri pomeriggio, con un monologo di Carmelo Formica rappresentato in un piccolo teatro di provincia, a Villafranca e grazie all’Associazione Orizzonte Comune di Roberto Saia, gli sponsor e tutti i collaboratori che si sono impegnati nel progetto, è stata riportata alla memoria la vita di Graziella Campagna. Dopo 36 anni, la drammatica storia è riaffiorata, con l’interpretazione di Silvana Formica che ha portato ad emozionare gli spettatori, tra cui i familiari, l’avv. Fabio Repici, il dott. Marcello Minasi, il sindaco di Villafranca e tante altre personalità istituzionali.

Le vicende processuali seppure hanno avuto un corso lungo di 24 anni, sono convogliati ai saluti finali in un sentito ringraziamento da parte di Pasquale Campagna all’avv. Fabio Repici e al pm Marcello Minasi. Grazie alla loro tenacia, il caso Graziella Campagna si  è concluso senza ulteriori colpi di scena, quando, grazie proprio alla richiesta del PM Minasi di arresto immediato dei due latitanti nel processo in Appello, la richiesta si compì con la storica sentenza che, ricorda proprio Minasi arrivò con grande riscatto alle 23 di sera e fu, con grande soddisfazione confermata in Cassazione, brillando nel resto di processi inconpiuti e impedendo la fuga dei colpevoli.

Nella chiusura della serata un riferimento è stato rivolto alla mafia in giacca e cravatta e al codice di onore della mafia che camaleontica entra nel tessuto sociale, condizionando e confondendosi nell’aria che si respira. Ed è stata così portata l’idea della condivisione dei valori di onestà per ricordare la storia di Graziella Campagna sulla scia dei fatti di Palermo. Ed è per questo che proprio da Palermo è arrivato un messaggio a Villafranca su la ‘Scorta per la Memoria’ promosso da Salvatore Borsellino e dal Movimento Agende Rosse, affinché Graziella sia considerata un altro virgulto, alla stregua di una spinta per agire che a Palermo, è “L’albero della Pace”, in via D’Amelio, virgulto di Gerusalemme piantato in un buco dove è avvenuta un’esplosione e nei rami scorre il sangue di Paolo Borsellino, la sua scorta e simbolicamente gli altri innocenti.




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