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In Sicilia si parla di termoutilizzatori, in base al tipo di progetto costi sino a 570 milioni



Mentre il Governo regionale volendo andare oltre le 511 discariche presenti in Sicilia, accelera sui termoutilizzatori, fornendo qualche giorno fa, nel corso di una conferenza stampa a Palazzo d’Orleans di Palermo, i dati e le cifre per costruirne due in Sicilia, uno per coprire la zona occidentale e l’altro per la parte orientale dell’isola, l’opinione del deputato all’Ars pentastellato Gianluca Trizzino manifesta disaccordo perché di contro si dovrebbe puntare a costruire una filiera di impianti di recupero anche in ordine agli 1,5 miliardi di euro che l’Europa ha messo a disposizione in Italia per l’ammodernamento e la costruzione di nuove strutture per il recupero della materia da raccolta differenziata.

Non si tratta di spiccioli in riscontro ai costi che la privata società vincitrice dovrebbe sostenere per la tecnologia invece voluta dal Governo regionale d’intesa con le srr e quindi dei comuni, che andrebbero a costare sino a 570 milioni di euro in base al tipo di progetto e alla tecnologia utilizzata.

Quasi tutti gli impianti oggetto di proposta (sette) a seguito all’avviso lanciato dalla Regione a giugno 2021, con scadenza prorogata a dicembre scorso avrebbero la stessa capacità annua di conferimento dei rifiuti, che oscilla da 400 mila tonnellate a 450 mila annue.

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