top of page

Lipari (Me), un esposto in difesa della sanità eoliana


“Da anni, assistiamo impotenti a continui tagli, decurtazioni, chiusure di reparti, comunicati alla popolazione in contrito burocratese, nel nome di una sanità più economica e di un’economia più sana. Inutile chiedersi quanto valga una vita umana. Se è lecito, corretto e morale, in un ambito così delicato, applicare criteri economici da catena di montaggio, con relativa analisi di costi e ricavi più degna, forse, di una fabbrica di trattori che di un ospedale o di un distretto sanitario.”

È quanto si legge nel testo dell‘esposto del Comitato spontaneo “L’Ospedale di Lipari non si tocca" attivatosi per la raccolta firme per un esposto alla Procura della Repubblica sulla situazione critica in cui versano l'ospedale ed i servizi sanitari alle Eolie, evidenziando i disagi di un'intera comunità. Insomma, si intende, una richiesta di intervento risolutivo alle Autorità, senza individuare colpe alle singole strutture ma segnalare i servizi sanitari del territorio scadenti e che non assicurano le cure e le appropriate terapie ambulatoriali. Tra i servizi sanitari ritenuti carenti dal Comitato sull’ospedale di Lipari, si legge che, a fronte delle emergenze ortopediche con conseguenti e costosi trasferimenti elicotteristici, vi è distaccato un solo ortopedico che effettua solo servizio ambulatoriale senza reperibilità notturna e nei festivi, che, al Comitato risultano in servizio un numero corrispondente a meno della metà di infermieri a fronte di un organico previsto di 65 infermieri, e che, in riferimento al pronto soccorso a fronte di 7 dirigenti medici previsti, ne risultano in servizio solo 4. Ma tanti solo i punti attenzionati e che riguardano l‘anestesia, la farmacia, la medicina interna, la chirurgia, diabetologia, radiologia, oncologia, il servizio ambulanza, il centro di riabilitazione di Canneto, reparto di ostestricia e ginecologia, il servizio di trasporto dei reparti per analisi.

Comments


bottom of page