LISTE D'ATTESA SANITA', LA PRIMA DISPONIBILITA' DOPO SEI MESI È ALLE EOLIE
- Grazia Di Mauro
- 26 feb
- Tempo di lettura: 2 min

A fine gennaio l’ennesimo ultimatum della Regione per ridurre le liste d’attesa, soprattutto per le prestazioni urgenti che dovrebbero garantire risposte immediate. Ma tra gli annunci e la realtà il divario resta profondo.
Emblematico il caso di una paziente messinese colpita da un fortissimo mal di schiena. Il medico di base le prescrive una risonanza magnetica urgente, da eseguire entro dieci giorni.
La richiesta parte meno di 30 giorni fa, ma a sorprendere è la risposta del Centro unico prenotazioni che fissa la prima disponibilità a giugno, all’Ospedale di Lipari.
Sei mesi dopo. E su un’isola. Con la necessità di prendere un aliscafo e sperare anche nelle non avverse condizioni meteomarine. La seconda proposta è a luglio, in una clinica privata a Messina, comunque 7 mesi dopo la prescrizione.
Tempi incompatibili con l’urgenza indicata dal medico. Il risultato è che la paziente si rivolgerà a uno studio privato, pagando di tasca propria. Un episodio che riaccende i riflettori su un paradosso.
Secondo un’inchiesta del Quotidiano di Sicilia firmata dal collega Hermes Carbone, il mantenimento “part time” del presidio di Lipari ha un costo significativo per la sanità pubblica.
I dati forniti dall’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina e dall’Azienda Ospedaliera “Papardo” parlano di circa 80 euro l’ora per il personale medico, esclusi oneri indiretti, trasferte e maggiorazioni per turni notturni e festivi.
Una spesa legata al rinnovo della convenzione firmata lo scorso 23 dicembre tra Papardo, Asp Messina, IRCCS Centro Neurolesi Piemonte e Ospedale San Vincenzo, che ha evitato la sospensione di servizi essenziali tra Lipari, Messina e Taormina. Convenzione che, paradosso nel paradosso, scadrà il prossimo giugno.
Il nodo resta politico e organizzativo anche se costoso e complesso, ma l’unico comune denominatore che deve muovere le scelte è quello di garantire il diritto alla salute di chi paga correttamente le tasse. Ma è altrettanto inaccettabile che una prescrizione urgente si trasformi in un’attesa di 6 o più mesi.
Tra costi elevati e servizi non sempre continuativi, a pagare sono ancora una volta i cittadini, soprattutto quelli delle Eolie costretti a vivere nel paradosso. L’ospedale locale è davvero utile alla comunità e ai messinesi o rappresenta solo un costo accessorio difficile da sostenere.
Se anche l’Asp ne ricorre per consentire le visite ai pazienti prenotatisi attraverso il CUP, forse il presidio sanitario così marginale non è. Un monito per i continui tagli messi in campo dalla politica regionale di centrodestra e dall’attuale governo Meloni.








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