MEDICO MORTO SULLA A20, SLITTA LA DECISIONE SU RINVIO A GIUDIZIO
- Hermes Carbone
- 1 apr
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Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Termini Imerese, Gregorio Balsamo, deciderà il prossimo 18 maggio se accogliere la richiesta della Procura di Patti e mandare a processo sette indagati per la morte del medico Francesco Maniaci, deceduto il 9 ottobre 2023 sull’autostrada A20 Messina - Palermo.Quella mattina, lungo la Messina-Palermo, nei pressi di Campofelice di Roccella, l’auto di Maniaci si è schiantata contro un albero crollato sulla carreggiata. Un impatto improvviso, senza via di fuga. Il medico, originario di Sant’Agata di Militello, stava raggiungendo Trapani per lavoro.
La contestazione avanzata dagli inquirenti è di concorso colposo in omicidio stradale. L’udienza preliminare, già rinviata nei mesi scorsi, entra ora nella fase decisiva. I sette indagati – tecnici e soggetti coinvolti, a vario titolo, nella gestione e manutenzione del verde autostradale – hanno scelto di non accedere a riti alternativi.
Sul fronte civile, la famiglia della vittima – assistita dall’avvocato Massimiliano Fabio – è già stata ammessa come parte civile, insieme al Codacons, da tempo critico sulle condizioni di sicurezza della rete autostradale siciliana.
Nel procedimento è stato citato anche il Consorzio per le Autostrade Siciliane, mentre le difese hanno provato a spostare il baricentro delle responsabilità sulle ditte incaricate della manutenzione. Ma il caso Maniaci non si esaurisce nelle aule di giustizia. Dopo la tragedia, il Consorzio Autostrade Siciliane ha avviato un monitoraggio esteso del patrimonio arboreo lungo le tratte A20 e A18. Le verifiche hanno individuato numerosi alberi ritenuti instabili o a rischio caduta. Da qui la decisione degli abbattimenti su larga scala, avviati nel 2024 e ancora in corso.








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