MESSINA, CHE BEFFA: TOURÉ ILLUDE, IL FAVARA PAREGGIA SU RIGORE AL 93'
- Emilio Bertucci
- 54 minuti fa
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È una di quelle domeniche che ti lasciano l'amaro in bocca, una di quelle trasferte da cui si torna a casa con la sensazione di aver lasciato per strada qualcosa di importante. Sfuma così, proprio all'ultimo respiro, la prima gioia per Vincenzo Feola sulla panchina del Messina.
Allo stadio "Bruccoleri" l'illusione dura quasi ottanta minuti. Mister Feola ritrova la difesa titolare e si affida a un undici compatto, con Touré e Tedesco a guidare l'attacco. E l'avvio, in effetti, promette bene. Dopo un primo squillo di Aprile, al diciassettesimo scocca l'ora di Touré: l'attaccante recupera un pallone sanguinoso al limite dell'area e fa partire un destro fulmineo di prima intenzione che si va a infilare dritto sotto l'incrocio dei pali.
Un gol bellissimo e liberatorio per lui, che non esultava da ben cinque mesi. Sembra l'inizio di una domenica perfetta, ma qui si accende la vecchia "spia rossa" del Messina. Invece di cavalcare l'onda e cercare il colpo del ko, i biancoscudati, un po' per stanchezza un po' per paura di vincere, decidono di smettere di giocare. Si rintanano, aspettano, si difendono. È la quinta volta in questa stagione che, una volta in vantaggio, la squadra si chiude a riccio.
Il CastrumFavara ovviamente ringrazia e alza il baricentro. Già nel primo tempo i padroni di casa ci provano in tutti i modi: Trasciani deve murare Di Paola, poi Varela ed Etchegoyen sfiorano il pari. C'è persino un gol annullato ai locali per fuorigioco prima dell'intervallo. Il Messina resiste, ma è un fortino costantemente sotto assedio.
Nella ripresa il copione non cambia, anzi, si estremizza. I padroni di casa attaccano a testa bassa trovando pochissimi spazi, mentre il Messina fa muro cercando di far scorrere il cronometro. Si gioca poco a calcio e molto sui nervi. La tensione sale col passare dei minuti, il clima a bordo campo si fa caldissimo, tanto che nel finale devono intervenire le forze dell'ordine per riportare la calma tra le panchine.
Il direttore di gara concede ben sette minuti di recupero, un'eternità. E proprio al minuto novantatré, si materializza l'incubo: De Caro entra in ritardo e stende Varela in piena area. Per l'arbitro non ci sono dubbi, è calcio di rigore. Dagli undici metri va lo stesso Varela, che resta di ghiaccio, non sbaglia e fa 1-1.Non c'è più tempo per rimediare.
Il Messina, come già accaduto a Reggio Calabria, vede sfumare una vittoria che sembrava già in tasca. La squadra dimostra di saper soffrire, ma per fare il salto di qualità serve imparare a chiudere le partite senza rintanarsi in trincea.








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