MESSINA, CONDANNATA MAMMA VIOLENTA
- Redazione

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Una condanna a tre anni di reclusione, oltre al risarcimento dei danni alle parti civili. È l’esito del giudizio di primo grado nei confronti di una donna messinese di 63 anni, ritenuta responsabile di ripetute violenze sul figlio di 11 anni.
Il procedimento si è svolto con rito abbreviato davanti al giudice Eugenio Fiorentino. Dopo l’arresto dello scorso agosto, per la donna era già stato disposto l’allontanamento dall’abitazione familiare. Dagli atti e dalle ricostruzioni emerse in aula, il minore sarebbe stato sottoposto per mesi a percosse e umiliazioni: colpito con oggetti comuni, bersagliato da insulti degradanti, costretto in casa come forma di punizione. Un quadro di vessazioni fisiche e psicologiche che ha trovato conferma nel corso del processo.
L’episodio che ha fatto scattare la denuncia è avvenuto lo scorso luglio, quando la nonna paterna, intervenuta per difendere il nipote durante una lite, è stata aggredita. In quella circostanza la donna avrebbe impugnato un coltello, mettendo a rischio anche il bambino, presente alla scena. Da quel momento è partita la segnalazione alla Polizia da parte della nonna, assistita dall’avvocato Francesco Ponzio. Il giudice ha disposto il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dal minore e dalla suocera.
La difesa dell’imputata, rappresentata dall’avvocato Gaetano Gemelli, ha annunciato la valutazione di un ricorso in appello. Il bambino oggi è affidato al padre e alla nonna paterna. Una nuova quotidianità dopo anni segnati, secondo quanto riferito, da tensioni familiari crescenti, minacce di allontanamento e, infine, dalla degenerazione delle violenze.








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