MESSINA, RIAPERTO IL CASO BOTTARI A DISTANZA DI 28 ANNI
- Hermes Carbone
- 16 gen
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Ventotto anni dopo quella sera del 15 gennaio 1998, Messina torna a guardare al mistero dell’omicidio del prof. Matteo Bottari. Endoscopista stimato e pupillo dell’allora rettore Diego Cuzzocrea. Bottari fu ucciso con un colpo di lupara lungo il viale Regina Elena, mentre rientrava a casa sulla sua Audi 100.
La città, allora sonnacchiosa, fu scossa da un delitto che aprì un “verminaio” di depistaggi, omissioni e silenzi, e che ha segnato una famiglia intera. Un caso che riesplode in concomitanza con il terremoto che sta investendo la massoneria messinese.
Oggi l’inchiesta è stata ufficialmente riaperta. Lo conferma il procuratore capo di Messina, Antonio D’Amato: «Sono in corso attività investigative tese a verificare eventuali collegamenti tra l’omicidio di Bottari, l’omicidio di Epifanio Zappalà del 2013 e il decesso di Giuseppe Longo dello stesso anno».
Tre nomi che aprono nuovi scenari investigativi, con interrogatori e comparazioni balistiche in corso. Il pool coordinato dal procuratore D’Amato, insieme all’aggiunta Rosa Raffa e al sostituto della DDA Piero Vinci, lavora fianco a fianco con i carabinieri, guidati dal comandante provinciale Lucio Arcidiacono, l’uomo che catturò Matteo Messina Denaro.
L’obiettivo è chiaro: capire se gli omicidi siano collegati e, soprattutto, dare finalmente una risposta a chi aspetta verità da quasi tre decenni. La famiglia Bottari, già in passato aveva più volte richiesto la riapertura del caso attraverso le parole della vedova Alfonsetta Stagno d’Alcontres.








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