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MESSINA, TODARO SI RITIRA IL CENTROSINISTRA MOSTRA LE SOLITE SPACCATURE PER LA CANDIDATURA A SINDACO


Paolo Todaro fa un passo indietro e ritira la propria disponibilità a candidarsi come sindaco di Messina per la coalizione di centrosinistra.


Todaro era stato indicato da Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) e Controcorrente, con una convergenza ormai matura anche da parte del Movimento 5 Stelle e con il via libera sostanziale del Partito Democratico. Un via libera che, sul gong della presentazione della candidatura è però venuto meno.


Il sindacalista, noto in città per la battaglia condotta all’interno dell’Università e che ha portato alle dimissioni dell’ex rettore Cuzzocrea, ha comunicato con una lettera indirizzata ai segretari dei partiti e ai rappresentanti della coalizione di centrosinistra il suo passo indietro.


Todaro ringrazia cittadini e militanti per il sostegno ricevuto e rivendica una candidatura “nata dal territorio”, frutto di ascolto e confronto. Poi la decisione: le condizioni politiche non ci sono più e la sua presenza rischierebbe di diventare motivo di divisione.


Il passo indietro arriva dopo giorni di tensioni interne al centrosinistra. Le sue posizioni molto nette contro la realizzazione del Ponte sullo Stretto hanno pesato nel confronto tra le forze del campo largo. Il “no” all’opera ha aperto una frattura anche dentro il Partito Democratico, storicamente confuso in città sul da farsi a proposito del collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.


Nel Pd messinese si è consumato uno scontro tra l’area vicina al segretario provinciale Armando Hyerace e quella che fa riferimento al consigliere comunale Alessandro Russo, sostenuto dal deputato regionale Calogero Leanza. Proprio Russo ha parlato di “candidatura imposta da Palermo” a discapito del territorio, prendendo le distanze dalla gestione della vicenda. Un modus operandi che, in riva allo Stretto, si ripete ormai da decenni.


Nel gioco dei veti incrociati sui consiglieri Alessandro Russo e Antonella Russo, prende quota adesso l’ipotesi di candidare l’ex deputata e vicesegretaria provinciale Maria Flavia Timbro.


Il ritiro di Todaro ha avuto effetti immediati anche tra gli alleati. Alessandra Minniti, coportavoce regionale di Europa Verde, ha lasciato la propria carica, definendo la rinuncia del sindacalista un errore politico e di un’occasione persa per discutere di bilancio, partecipate e modello di sviluppo alternativo a quello dell’attuale amministrazione.


Tra i nomi papabili per il candidato sindaco di centrosinistra, oltre quello di Maria Flavia Timbro e dei consiglieri Antonella e Alessandro Russo, resta sul piatto quello della senatrice di Italia Viva Dafne Musolino, in passato assessore all’interno dell’amministrazione di Cateno De Luca.


 
 
 

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