MILAZZO, CRESCE LA CASTELLI E SI RIDUCE IL CONSENSO PER MIDILI COSA DICONO I SONDAGGI ELETTORALI
- Hermes Carbone
- 1 giorno fa
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Milazzo torna contendibile. Ed è un dato che pesa, perché arriva da una rilevazione ufficiale depositata al Dipartimento per l’editoria e perché fotografa, a meno di due mesi dal voto, una dinamica che ribalta le certezze delle scorse settimane. Il sindaco uscente, Pippo Midili, resta avanti, ma arretra. Laura Castelli cresce, accorcia le distanze e, soprattutto, intercetta un livello di fiducia che la porta a insidiare la leadership.
Tradotto: lo scenario del ballottaggio non è più un’ipotesi marginale, ma una prospettiva concreta.Dati che provengono dall’indagine demoscopica di Lab21, che dopo Barcellona Pozzo di Gotto accende i riflettori su Palazzo dell’Aquila. Sei candidati in campo e un elettorato che appare tutt’altro che cristallizzato.
Il primo segnale arriva dalla partecipazione attesa: si stima un’affluenza attorno al 68%, in crescita rispetto alle ultime consultazioni europee e referendarie.
In numeri assoluti, oltre 18 mila elettori sarebbero pronti a votare per eleggere il primo cittadino e il nuovo civico consesso. Un corpo elettorale ampio, mobile, contendibile. E più cresce il numero potenziale di milazzesi che si recheranno alle urne, più aumenta la possibilità che si vada a un ballottaggio. C’è poi un altro dato elaborato da Lab21 meritevole di attenzione: l’83,9% degli elettori dichiara di essere già informato sulla competizione. Significa che la campagna elettorale non parte da zero.
Le opinioni sono in formazione, ma già orientate. Midili gioca la partita da una posizione di vantaggio. La sua notorietà sfiora la totalità dell’elettorato e la base di consenso resta la più ampia. Ma la fiducia nei suoi riguardi si fermerebbe ad appena il 50% tra gli elettori. Esiste una quota significativa di elettori che lo conosce, ma non lo sostiene: ed è qui che si apre la crepa. In quella crepa si inserisce Laura Castelli.
Parte da una base di conoscenza inferiore, ma registra il livello di fiducia più alto tra i candidati, sostenuta anche dalla figura di Cateno De Luca. Un elemento tutt’altro che secondario: significa che, dove arriva, convince. Il suo limite, al momento, è nella conversione di questa fiducia in voto reale. Ma nei dati risulta in grande ascesa ed è suo il nome che potrebbe terminare al ballottaggio proprio con Midili.
Diversa la posizione di Lorenzo Italiano. Alta notorietà, seconda solo a Midili, ma numeri più contenuti su fiducia e intenzione di voto. Un candidato conosciuto, riconoscibile, ma che fatica a espandere il proprio bacino oltre un perimetro già definito. Più indietro gli altri. Giuseppe Falliti si muove come outsider: margini di conoscenza ancora da colmare, ma un livello di fiducia interessante tra chi lo conosce. Michele Vacca rappresenta l’area progressista con un consenso stabile ma limitato, in linea con le difficoltà storiche del centrosinistra nelle competizioni locali siciliane.
L’ex consigliere comunale Carmelo Torre resta su numeri residuali rispetto agli altri candidati, ma il suo eventuale appoggio esterno in caso di ballottaggio potrebbe risultare determinante. Milazzo non è dunque una partita chiusa.
Il vantaggio del sindaco uscente resta, ma non è più inattaccabile. Tre i fattori che decideranno la corsa finale a 45 giorni dal voto: la capacità di Midili di ricompattare il proprio consenso, la velocità con cui Castelli riuscirà a colmare il gap di notorietà e la tenuta degli altri candidati, che possono sottrarre voti decisivi nella corsa al primo turno.








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