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Paolo Ruffini al Marefestival di Salina 2021: Massimo Troisi era un poeta del cinema


Nel comune di Malfa, dell’isola verde di Salina, grazie al ritorno alla normalità, i turisti e gli appassionati di musica, spettacolo e televisione hanno quest’anno vissuto a pieno vigore la magia del Marefestival che è arrivato alla sua decima edizione. Un festival dalla cornice eoliana di inizio luglio, tra il mare limpido, le barche, la malvasia, i capperi e il buon pesce e dopo un inverno di restrinzioni, questa si che si può definire quale metà per divertirsi perché completa anche di tanta simpatia come quella dell’attore Paolo Ruffini e di altri ospiti che, con il loro contributo hanno ricevuto il premio quest’anno, regalando momenti di leggerezza e spensieratezza.. “Grazie alla presenza di Ruffini abbiamo evidenziato l’importanza di tornare nelle sale cinematografiche a vedere i film – afferma in un intervista l’organizzatore del Festival, Francesco Cappello – Massimo Troisi era un poeta del cinema, come lo ha definito lo stesso Ruffini, e il Postino continua ancora oggi ad emozionare e a far innamorare”.

L’attore, presente nella grande famiglia del Marefestival Salina 2021, ha arricchito di novità il pubblico dell’isola del cappero, nella serata di ieri 3 luglio, dando più che un semplice contributo all’anima dell’ultima serata dello splendido festival. Oltre che ricordare il grande artista Massimo Troisi, in conformità alla sua recente progettazione artistica e degli ultimi lavori, ha colto l’occasione per rappresentare l’importanza della storia del cinema a quei giovani che restano mediamente 4 ore e 50 al giorno su Instagram. Ha sottolineato come il cinema, grazie ai grandi registi Paolo Virzì, Vittorio Cecchigori, Bertolucci, Fellini, Antonioni e Mario Monicelli per citarne alcuni, sia un’arte, un mestiere ma anche un posto… il vaccino migliore contro la solitudine per condividere emozioni …un sogno sullo schermo.. e poiché Instagram non permette di stare a contatto con la realtà… ”la nostra vita vera é molto più bella di quello che si vuole che sia”. Tra il politicamente corretto, il bullismo, la collettività e il film Up&Down, l‘attore, ha anche parlato della medicina dell’anima ed ha raccontato di aver indagato, per un documentario e in diciotto mesi, sul morbo di Alzheimer, di cui soffrono 1 milione e 200 mila persone in Italia, raccogliendo storie di vita di persone comuni, dando così significato a quella che è la differenza tra capire e curare perché, “forse le malattie non si possono guarire ma si possono curare con la comprensione e con l’amore”.