PATTI, SCONTRO IN COMMISSIONE SUL “BARONE ROMEO”
- Michele Bruno
- 16 gen
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Un confronto aspro e acceso è andato in scena in Commissione Sanità all’Assemblea Regionale Siciliana nel pomeriggio di mercoledì. Al centro della contesa l’Ospedale “Barone Romeo” di Patti.
Nei giorni scorsi, il deputato regionale Ismaele La Vardera, esponente del movimento Controcorrente, aveva denunciato gravi criticità nel funzionamento del reparto.
Secondo La Vardera, il Barone Romeo non garantirebbe un servizio pienamente operativo 24 ore su 24, con attività chirurgica e ricoveri ordinari limitati alla fascia diurna. Una situazione che, a suo giudizio, sarebbe incompatibile con il ruolo di Dea (vale a dire Dipartimento di emergenza e accettazione) di primo livello assegnato al presidio. Il deputato ha inoltre puntato l’attenzione sulla carenza di personale medico, evidenziando che su quattro ortopedici in servizio, tre usufruirebbero della legge 104, con ricadute dirette sulla copertura dei turni notturni e delle emergenze.
Nel corso dell’audizione, La Vardera ha sollevato dubbi anche sulla gestione dei trasferimenti del personale, citando il caso del dottor Mario Macrì, ritenuto meritevole di ulteriori chiarimenti. A margine dei lavori, il deputato ha denunciato quello che considera un tentativo di delegittimare la sua attività ispettiva: «Continuerò a esercitare le prerogative parlamentari di controllo, anche se questo dà fastidio».
A presiedere la Commissione è Giuseppe Laccoto, deputato regionale della Lega, che ha respinto l’idea di una gestione opaca o inefficace, richiamando la necessità di un metodo istituzionale. Laccoto ha sottolineato come le ispezioni e le verifiche debbano avvenire nel rispetto dei ruoli e attraverso un confronto strutturato con l’Asp e l’assessorato regionale alla Salute, ribadendo che l’obiettivo della Commissione è accertare i fatti e individuare soluzioni, non alimentare scontri politici.
La Vardera lamenta che Laccoto lo abbia accusato di danneggiare l’immagine dell’ospedale e della sanità locale e che si debba avvertire prima di ogni ispezione. Laccoto ha inteso chiarire la necessità di un confronto istituzionale e rispettoso.
Su una posizione molto vicina a quella di Laccoto si è espresso anche il sindaco di Patti Gianluca Bonsignore, esponente del centrodestra. Il primo cittadino ha rivendicato i risultati ottenuti negli ultimi anni sul fronte sanitario, parlando di un lavoro quotidiano e silenzioso portato avanti come sindaco e presidente del distretto socio-sanitario. Bonsignore ha ricordato gli investimenti sul Barone Romeo, dall’apertura della Casa di Comunità e dell’hub territoriale alle imminenti RSA e ospedale di comunità, fino alla richiesta di classificazione come Dea di primo livello.
Per Bonsignore, il rafforzamento dell’ospedale non è frutto di denunce o scontri mediatici, ma di interlocuzioni istituzionali costanti con la Regione, ritenute l’unica strada efficace per tutelare il territorio.
Il caso Patti mostra dunque due approcci politici differenti a confronto: quello di denuncia e controllo rivendicato da La Vardera da un lato, dall’altro la linea istituzionale e procedurale sostenuta da Laccoto e quella amministrativa e ancorata al territorio difesa dal sindaco Bonsignore.
Un caso che promette di far discutere e di dividere e spaccare l’opinione pubblica.








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