PONTE SULLO STRETTO E USO MILITARE, IL GOVERNO SMENTISCE SE STESSO
- Grazia Di Mauro
- 22 gen
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Scontro nel Governo sul Ponte sullo Stretto e sul presunto uso militare dell’Opera. In Aula, durante il question time a Montecitorio, la deputata del Movimento 5 Stelle, Ilaria Fontana incalza il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini: come può il Ponte essere indicato come infrastruttura strategica militare se il ministro della Difesa Crosetto afferma che, in caso di conflitto, sarebbe il primo bersaglio del meridione?
La risposta di Salvini non scioglie il nodo. Il leader leghista ricorda che il Ponte è considerato opera strategica, sin dal 1971, anno in cui però non era ancora nato. Lo stesso rivendica la scelta del Governo di rilanciarne centralità e utilità. Portando l’esempio delle recenti emergenze meteo tra Sicilia e Calabria e sostenendo che un collegamento stabile sarebbe più efficace dei traghetti anche con un ciclone in atto.
Ma il punto resta. Salvini parla di infrastruttura “aperta a tutti gli usi”, anche militari, chiamando in causa il ministero della Difesa e i piani europei sulla mobilità militare. Resta però una contraddizione politica evidente: mentre un ministro lo promuove come risorsa strategica, un altro lo considera un obiettivo vulnerabile.
Un Governo, due versioni. E il Ponte diventa terreno di scontro che divide piuttosto che unire.
Intanto, l’amministratore delegato della “Stretto di Messina”, Pietro Ciucci, al quale il ministro dei Trasporti Matteo Salvini ha deciso di affidare il compito di commissario per il Ponte, nei prossimi giorni sarà di nuovo in riva allo Stretto.
La motivazione della visita risiede “nell’interlocuzione con i territori” che a detta Sua è essenziale, per far andare avanti un iter che, a detta di Ciucci, non si è mai bloccato.








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