PONTE SULLO STRETTO, SCONTRO APERTO TRA GOVERNO E MAGISTRATI CONTABILI
- Emilio Bertucci
- 27 gen
- Tempo di lettura: 2 min

Prosegue il duello sul ponte sullo stretto di Messina. Da un lato i magistrati della corte dei conti, dall’altro il vicepremier e ministro dei trasporti Matteo Salvini. Al centro della contesa, il decreto sulle grandi opere
Prosegue il braccio di ferro sul Ponte sullo Stretto di Messina. Una partita politica e istituzionale che si gioca sul decreto legge con cui il governo punta a superare lo stop della Corte dei Conti alla delibera sul progetto. Il Ministero delle Infrastrutture, da Porta Pia, sta lavorando a uno schema di decreto per sbloccare l’impasse. Ma già ieri le organizzazioni ambientaliste hanno diffuso una bozza del provvedimento, scatenando la reazione dell’Associazione dei Magistrati della Corte dei Conti.
Una presa di posizione netta, che parla di “forte preoccupazione” e di un tentativo di aggirare i rilievi di illegittimità già sollevati.
Secondo i magistrati contabili, il decreto aprirebbe la strada a una nuova delibera Cipess, ma svuoterebbe di significato il controllo di legittimità della Corte, introducendo anche uno scudo contro la responsabilità per colpa grave, persino in caso di danni alle finanze pubbliche. Durissima la replica di Matteo Salvini, intervenuto da Tai di Cadore. “È incredibile – ha detto – che si contestino contenuti di un decreto che non esiste ancora”.
Il ministro ribadisce che il testo non è definitivo, che sarà portato in Consiglio dei Ministri mercoledì e che l’obiettivo è rispondere puntualmente ai rilievi della Corte, nel segno della trasparenza. E respinge l’accusa di interessi personali: “Non vivo né a Reggio Calabria né a Messina, ma per quelle comunità il ponte cambia la vita”. Sul fronte politico, l’attacco arriva da Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra. Per Bonelli il governo tenta di “coprire” i problemi di legge, svuotando il controllo della Corte dei Conti.
Nella bozza diffusa dagli ambientalisti, inoltre, l’amministratore delegato della società Stretto di Messina verrebbe nominato anche commissario straordinario del governo: un doppio ruolo che, secondo i critici, configurerebbe un potenziale conflitto di interessi.
Il confronto resta aperto. E mentre il decreto è atteso sul tavolo di Palazzo Chigi, lo scontro sul Ponte continua a correre, sospeso tra carte, accuse e visioni opposte del futuro.








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