STROMBOLI. TRA CAPRE SELVATICHE IN SURPLUS E AMBULANZE MANCANTI, SVOLTA SOLO PER IL BANDO REGIONALE
- Marcella Ruggeri
- 19 dic 2025
- Tempo di lettura: 3 min

Un tranquillo pomeriggio di paura per un residente di Stromboli, quando questi è stato travolto, un paio di settimane addietro, da un caprone selvatico che lo ha letteralmente preso di mira, come se fosse un toro e come se il passante fosse invece vestito di rosso.
L'uomo P.R. che si stava godendo una camminata tra la natura è rimasto ferito estesamente ad una gamba ed è stato aiutato in prima battuta da una motoape che diventa vettura d'emergenza creativa. In quel contesto, l'ambulanza è un miraggio e senza team medico, di conseguenza l'isolano originario di Messina è stato trasportato al Policlinico G. Martino di Messina in elisoccorso del Servizio 118. La dinamica dell'incidente è avvenuta nei pressi dell'Osservatorio Militare della magica isola delle Eolie, in aperta campagna, dove evidentemente i capi di questa razza pascolano indisturbati e dove cercano viveri per il loro fabbisogno giornaliero, emulando un po' i cinghiali di Messina, quando devono varcare la soglia.
E’ stato lanciato giorni fa un nuovo bando dalla Regione siciliana per la cattura dei ruminanti ma si deve anche effettuare. Le capre sono approdate negli anni Novanta con gli agricoltori e si sono moltiplicate con una carica di 2mila solo tra Ginostra e Stromboli e altre 1000 ad Alicudi, deturpando l’ecosistema eoliano, invadendo vigneti, giardini privati fino all’interno delle abitazioni e persino i cimiteri. I recinti innalzati non sono bastati. Agire tra rocce e sentieri franati è una grande fatica. Mesi fa, è stata attivata la manovra di cattura condotta dal dirigente del Servizio per il territorio di Messina, Giovanni Dell’Acqua, con il sostegno di quaranta forestali. In circa 30 giorni, sono stati prelevati cieca 400 esemplari e trasferiti in Sicilia. Dopo accurati controlli sanitari, gli “espatriati” sono stati consegnati in forma gratuita ad un allevatore messinese.
Ad ostacolare sia la macellazione sia l’ulteriore trasloco negli allevamenti sono gli animalisti che vogliono di contro rifugi adeguati. Poi ci sono le denunce presentate, specialmente dagli abitanti di Ginostra agli organi competenti. Dell’Acqua tuona: “Le capre non sono fauna selvatica ma animali domestici abbandonati. È un reato perché equivale a lasciare un cane per strada”. Tornando all'uomo aggredito dal caprone ha ricevuto prima assistenza dalla guardia medica locale. Pare che questo ruminante selvatico, anche detto becco, abbia agito per difendere dei piccoli che appartenevano al branco oppure, come qualche testimone racconta, pare che l'attacco sia stato sferrato in quanto il caprone ha cominciato ad inseguire i due lupi siberiani di proprietà dell'uomo che ci è andato di mezzo. Parliamo sempre di un esemplare di 80 chili che punta l'obiettivo e colpisce con una certa rincorsa. Non si può non affrontare il tema dell'immobilismo rispetto ai veicoli di soccorso da poter sfruttare sull'isola di Stromboli, che, nonostante siano disponibili, non possono dimostrare la propria valenza senza le unità di lavoro previste.
C'è da ricordare che la scorsa estate il giornalista de La Repubblica Francesco Viviano, trascorrendo le vacanze a Stromboli, aveva avuto un grosso problema ad un femore e anche per lui il soccorso territoriale era stato inservibile: in quel caso, dopo una prima visita della guardia medica, venne soccorso dalla motoape risolutiva di un muratore, cooperato da due infermieri improvvisati, anche loro muratori, che lo portarono con la stessa trafila all'elipista. In quel caso, il mancato utilizzo dell'ambulanza era da attribuire ad un guasto risalente ad aprile, senza alcun cenno al personale addetto. Nessun rimedio finora degno di nota può essere illustrato, se non il continuo riprodursi delle capre che senz'altro hanno surclassato numericamente gli stessi cittadini.








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