SVINCOLO AUTOSTRADALE ITALA, TAR ANNULLA OK AL PROGETTO
- Emilio Bertucci
- 24 gen
- Tempo di lettura: 2 min

Itala, il TAR di Catania blocca il mini svincolo sull’A18 necessario ai lavori per il raddoppio ferroviario. Bocciato il nulla osta paesaggistico: “valutazioni insufficienti”.
A Itala il cantiere del mini-svincolo sull’autostrada A18 Messina – Catania non s’ha da fare. Il Tribunale Amministrativo Regionale Sicilia, sezione di Catania, ha annullato il nulla osta paesaggistico rilasciato dalla Regione per la realizzazione della rampa di accesso autostradale funzionale ai lavori di RFI.
I giudici hanno accolto il ricorso presentato dai coniugi Ellen Ude Birgit e Francesco Freni, proprietari di un terreno edificabile e di un immobile adibito anche a bed and breakfast, situati proprio a ridosso dell’area interessata dall’opera.
Secondo il TAR, l’autorizzazione paesaggistica era priva di una motivazione reale: troppo generica, incapace di spiegare come l’intervento fosse compatibile con il contesto ambientale e urbano. Nelle motivazioni, il tribunale parla chiaro: non basta affermare che un’opera è compatibile con il paesaggio, serve dimostrare quali valori si intendono tutelare e come questi vengano preservati.
La sentenza richiama anche le criticità già evidenziate dalla Soprintendenza e dagli organi tecnici: perdita di vegetazione, destrutturazione del paesaggio, aumento del traffico pesante in un’area densamente abitata.
Un impatto diretto su scuole, una chiesa, un presidio sanitario e numerose abitazioni private, con conseguenze sulla qualità della vita dei residenti per almeno cinque anni, il tempo stimato per i lavori.
Rumore, polveri, vibrazioni, riduzione degli spazi e transito continuo di mezzi pesanti: elementi che, secondo il TAR, non sono stati adeguatamente ponderati e che rendono l’opera incompatibile con il contesto territoriale.
Parallelamente, i giudici hanno affrontato anche il ricorso dei Comuni di Itala e Scaletta Zanclea contro il parere negativo del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, che già a ottobre aveva bocciato il progetto ritenendo i benefici insufficienti rispetto ai danni ambientali.








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