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TRASFERIMENTO MEDICO



Il medico anestesista dell'Asp di Messina Mario Macrì. oltre che segretario regionale del Coordinamento Azione sindacale Dirigenti Medici, viene trasferito d'urgenza dalla direzione strategica dagli ambulatori di Via del Vespro al servizio di Radiologia di Milazzo.


Questo allontanamento andrebbe a coincidere con la denuncia del deputato regionale di Controcorrente Ismaele La Vardera, presentata direttamente all'Ars, sui cosiddetti “medici imboscati” e politicizzati, la cui veridicità sembra sia stata fornita da una lettera del ma che in realtà non appartiene a questa sigla, bensì ad un deputato di Forza Italia, consegnata nelle mani di La Vardera.


Una vicenda che ha i connotati di una spy story al punto che Macrì questa mattina ha depositato una denuncia alla Digos per la falsità del documento che utilizza illecitamente la sigla del sindacato. Una “contraffazione” in piena regola che non avrebbe mai violato il protocollo ufficiale della parte sociale. A smentire subito via Social l’autenticità di quella è stato lo stesso anestesista. L’intenzione è quella di infangare la sua persona e il professionista Macrì che avrebbe dato fastidio a qualcuno. Nella lista incriminata nomi illustri, incarichi ben stipendiati senza mai sporcarsi le mani in corsia, parentele d’elite: tutti rientrerebbero in un circuito di favoritismi che avrebbe reso l’assessorato alla Salute più un ufficio di collocamento per i “raccomandati”.


La Vardera è prontissimo ad elencare nomi e cognomi, come abbiamo visto nella video intervista. Il dottore, sottolineiamo in gergo, è stato epurato dai vertici aziendali, nonostante eseguisse un lavoro esemplare da anni nella sede di diagnostica e rappresenti un angelo custode per i pazienti oncologi. La spiegazione di tutto questo trambusto è che lo specialista Macrì ha sempre denunciato dalle spese inutili ai concorsi dell’Asp fino alle condotte anomale portate avanti su alcuni dirigenti medici. Il parlamentare siciliano ha lasciato i lavori d’aula come commenta lui stesso per fare da spalla ma anche da cavallo di Troia contro il suo trasferimento e contro il sistema di mobilità dei medici “raccomandati”, all’interno dell’assessorato alla Salute. La gravità di trasferire poi un sindacalista come possibile strumento di ritorsione è inaudito.


Il mistero si infittisce quando la guida di Palazzo Geraci si affretta a dire che “il trasferimento è assolutamente indipendente da volontà dell’azienda sanitaria”. “Amici la vergogna sulla sanità siciliana che usa metodi paramafiosi non finisce: dopo aver punito il medico Caronia, come per magia, udite udite all’indomani della mia denuncia politica trasferiscono il medico che avevo citato in aula a 50 km di distanza da casa, da Messina a Milazzo – spiega La Vardera - Una cosa degna dei regimi nazifascisti: chi parla va punito, allontanato isolato. Tra l’altro, il medico in questione essendo sindacalista non potrebbe essere trasferito ma il regime non se ne è curato”.

 
 
 

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