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Un artista in meno, 100 occhi in più": l'associazione Chirone ringrazia


Il Festival del Cinema Italiano ha rinunciato ad un personaggio famoso per donare il relativo costo di trasferte, hotel, ristorante e cachet all'associazione “Chirone“ di Messina. «Sono emozionato e commosso da questa fabbrica dei sogni, il cinema crea sogni». Così il dott. Antonino Rizzotti, presidente dell'associazione, a Palazzo D'Amico dopo la presentazione di apertura dell'incontro con gli ospiti del Festival a cura di Paky Arcella. «L'Africa ti cattura, ti chiama. – ha detto ai presenti - È questo il mal d'Africa. Noi abbiamo portato la bandiera per nome e nel nome di Messina e l'abbiamo fatto sempre portando nel cuore la nostra città perché quella goccia sarebbe mancata, se non ci fosse stata. Ricordo a tutti che il Madagascar è il secondo Paese più povero del mondo. Nel Sud da 2 anni non piove».


La proiezione di un video ha coinvolto gli animi dei presenti e ha commosso il dott. Rizzotti nel rivivere attraverso quelle immagini la sua ultima missione sanitaria, la 46esima finora compiuta. «L'associazione si è specializzata nell'oculistica – ha spiegato - Ridiamo la luce, e l'autonomia a persone che non l'avrebbero avuta. L'anziano è un bene. Si muore a 45 anni per patologie concomitanti. La sanità è a pagamento in Africa». Circa 50 gli interventi compiuti e l'obiettivo, per la prossima missione, nei Paesi in condizioni di sottosviluppo, di portare un microscopio che sostituisca quello attualmente in dotazione che risulta essere inutilizzabile.


Poi, il ricordo del compagno d'avventure di una vita, il compianto Giacomo Caprì: «È stato il motore della nostra associazione, colui il quale trascorreva le giornate ad organizzare, reperire fondi, diffondere la cultura della comunione e dell'umanità. Pochi ho conosciuto, uno ho avuto il privilegio di conoscere». Sono le parole commosse del presidente Rizzotti, in memoria e ricordo di un amico eccezionale.


Giusy Venuti, direttore artistico del Festival, ha invece raccontato l'iniziativa benefica decisa in favore delle missioni in Africa: «Quest'anno, abbiamo deciso di avere un artista in meno per regalare "100 occhi in più" perché quando si fa del bene e si dà sollievo la giornata ti cambia. Il vero senso della vita è proprio questo». Ha fornito spunti di riflessione l'intervento della dott. ssa Anna Di Maria presente all'incontro: «La gente vuole essere protagonista, quindi se coinvolta dà tutto quello che può all'altro. Sempre più si dubita delle associazioni fondazioni. Noi, in primis, abbiamo una fondazione e abbiamo coinvolto le persone in luogo, in Kenya. La povertà è uguale dappertutto».


L'incontro si è concluso con la grande partecipazione di tutti i presenti, tra gli applausi e le strette di mani, i sorrisi e le pacche sulle spalle. E sicuramente, da oggi, tutti avranno con un sguardo nuovo, rivolto a chi per motivi di povertà è privo della libertà di vedere il mondo a colori.

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