AMMINISTRATIVE 2026, IL PROGRAMMA DI FALLITI PER MILAZZO
- Emilio Bertucci
- 16 gen
- Tempo di lettura: 2 min

Un progetto che nasce dal basso, dall’ascolto e dal confronto, con l’obiettivo dichiarato di ridare slancio e prospettiva a Milazzo. Il candidato sindaco Peppe Falliti ha presentato la bozza di programma partecipato alla presenza dell’onorevole Ismaele La Vardera, leader del movimento “Controcorrente”, e del consigliere comunale Damiano Maisano.
Un’iniziativa che punta sul coinvolgimento diretto dei cittadini e sull’esperienza di chi, nel tempo, ha dedicato il proprio impegno alla tutela e al progresso del territorio.
Al centro, una visione che rifiuta logiche di clientelismo e guarda a uno sviluppo fondato su sostenibilità, legalità e valorizzazione delle risorse locali. «Una visione coraggiosa e concreta», l’ha definita Falliti, spiegando come il programma resterà aperto al contributo di tutti coloro che vorranno partecipare al percorso.
L’obiettivo è ridare vitalità alla città attraverso un uso intelligente delle risorse, capace di esaltare il potenziale di Milazzo e restituire speranza alla comunità. Salute, lavoro e benessere dei cittadini sono i pilastri indicati dal candidato sindaco, che ha parlato di un’amministrazione improntata a democrazia, dialogo e tutela dell’identità cittadina.
Un Comune inteso come “Casa dei Cittadini”, esempio di rispetto per l’ambiente e per ogni forma di vita, dove nessuno venga lasciato indietro. Nel suo intervento, Falliti ha anche tracciato un quadro critico della situazione attuale: popolazione in calo, fuga dei giovani, disoccupazione, commercio in difficoltà e turismo che fatica a decollare. Eppure, porto, mare, cultura e natura rappresentano – secondo il candidato – risorse straordinarie ancora inespresse.
Da qui la necessità di un cambio di prospettiva, che unisca visione e competenze, immaginazione ed esperienza, per trasformare le potenzialità in sviluppo reale.
Tra le priorità, il rafforzamento del welfare, il diritto al lavoro, all’abitazione e alla sanità, e una vera democrazia partecipata che rimetta il cittadino al centro.
Investimenti in cultura e formazione e la ricostruzione del legame identitario tra comunità, città, ambiente e storia completano una proposta che si candida a segnare una discontinuità nel futuro amministrativo di Milazzo.








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