BARCELLONA P.G., ENNESIMA MORTE SUL LAVORO. LA PROCURA APRE UN FASCICLO
- Grazia Di Mauro
- 2 giorni fa
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Una notizia che nessun giornale vorrebbe mai scrivere, compresa la nostra redazione che negli ultimi 2 mesi ha dovuto raccontare altrettante morti sul lavoro. L’8 gennaio scorso era toccato al saldatore 69enne Antonio Formato, morto dopo essere precipitato da un’altezza di 4 metri, in un capannone di Fondachello Valdina. Ieri sera, invece, è toccato al 60enne Antonio Rocco Russo che ha trovato la morte nell’industria per la quale lavorava da anni.
L’uomo, dipendente esperto dell’Agrumi Gel di Barcellona Pozzo di Gotto, azienda di trasformazione agrumicola sita in contrada Girotta sarebbe vittima, si presume, di un mal funzionamento di un macchinario.
Secondo le prime ricostruzioni, Russo che ea un lavoratore esperto, stava sbloccando un nastro trasportatore ma è stato trascinato dal macchinario rimanendo schiacciato.
A fare luce sull’accaduto e chiarezza sulle responsabilità sarà la Procura di Barcellona Pozzo di Gotto, guidata dal Procuratore Giuseppe Verzera che in queste ore ha aperto un fascicolo d’inchiesta.
Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti c’è quella di un’avaria del sistema produttivo che si sarebbe verificata durante il ciclo automatizzato di lavorazione degli agrumi, destinati alla macerazione.
Come ogni giorno, Antonio era alla guida del muletto nel piazzale dello stabilimento e stava scaricando dai camion i grandi cassoni rigidi in plastica, utilizzati per lo stoccaggio e la movimentazione degli agrumi destinati alla trasformazione.
Secondo una prima ricostruzione, l’operaio che da anni svolgeva le stesse mansioni, si sarebbe accorto di un malfunzionamento del sistema robotizzato che convoglia gli agrumi in una vasca e poi nell’elevatore a tazze. A quel punto avrebbe aperto la recinzione di sicurezza che delimita l’area del macchinario per verificare l’origine del problema.
Per cause ancora in corso di accertamento, l’uomo sarebbe stato improvvisamente trascinato all’interno del meccanismo, rimanendo intrappolato. Inutili sono stati i soccorsi, il 60enne non ha avuto scampo, essendo morto sul colpo.
Antonio era l’anima di Condrò, storico portatore della vara di San Vito, faceva anche parte della commissione che si occupa ogni anno dei festeggiamenti. Tra i primi ad abbracciare la famiglia è stato il sindaco Giuseppe Catanese, che oggi chiede verità.
Una verità e giustizia per un episodio che segna in negativo il secondo mese del 2026 per la provincia tirrenica, ma non solo. Purtroppo, l’esperienza ci insegna e indica che non sarà l’ultimo decesso sul posto di lavoro. Occorrono più controlli, sicurezza e, particolare da non escludere è l’età: Antonio Rocco Russo aveva 60anni, Formato, l’operaio morto a gennaio a Fondachello Valdina 69. Età nelle quali ci si dovrebbe riposare in famiglia e non condurre lavori usuranti.








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