BARCELLONA, PROCESSO PER CAPORALATO: 10 OPERAI SI COSTITUISCONO PARTE CIVILE
- Redazione

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Caporalato a Barcellona Pozzo di Gotto. Dieci operai hanno deciso di costituirsi parte civile contro due imprenditori accusati di sfruttamento del lavoro in una stazione di servizio. Un processo che porta in aula storie di turni massacranti, stipendi tagliati e diritti che sarebbero stati negati.
Si è aperto davanti al giudice Silvia Spina il processo con giudizio immediato che vede imputati due imprenditori di Barcellona Pozzo di Gotto, Maurizio Sebastiano Marchetta e Salvatore Biondo. Per loro l’accusa riguarda il fenomeno del caporalato. Entrambi sono finiti agli arresti domiciliari e hanno scelto di non comparire in aula.
Dieci operai su undici, impiegati nella stazione di servizio di viale Sicilia gestita dalla società “Sikelia Oil”, si sono costituiti parte civile. Un solo lavoratore, un pompista, ha deciso di non farlo. Gli altri hanno invece scelto di affrontare il processo, chiedendo giustizia e il riconoscimento di quanto – sostengono – non è mai stato loro garantito.
Secondo l’accusa, basata sulle indagini della Procura di Barcellona guidata da Giuseppe Verzera, i due imprenditori avrebbero assunto e impiegato i lavoratori in condizioni di grave sfruttamento: salari inferiori ai minimi contrattuali, orari di lavoro non rispettati, riposi negati.
Le buste paga, sempre secondo l’inchiesta, sarebbero state falsificate e in alcuni casi parte dello stipendio sarebbe stata pretesa indietro in contanti. Turni dichiarati più brevi di quelli realmente svolti, straordinari mai pagati, nessuna maggiorazione per il lavoro notturno o festivo, tredicesima e quattordicesima legate a obiettivi decisi unilateralmente.
«Multati e insultati anche se andavamo in bagno»: è uno dei racconti emersi dopo l’inchiesta, parole che restituiscono il clima vissuto quotidianamente sul posto di lavoro.








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