BARCELLONA, REVOCATI I DOMICILIARI ALL’UOMO ACCUSATO DI CAPORALATO
- Grazia Di Mauro
- 2 ore fa
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Spuntano novità sull’inchiesta “Vivai” che lo scorso novembre aveva portato a 4 misure cautelari nei confronti di altrettante persone. Le indagini coordinate dalla Procura di Barcellona Pozzo di Gotto guidata dal procuratore Giuseppe Verzera, avevano disvelato un sistema di presunto caporalato, nei confronti di 10 tunisini che prestavano servizio con turni che superavano le 10 ore, presso le aziende florovivaistiche, site nella fascia tirrenica della provincia di Messina.
A uno degli imputati, Salem Mizouri tunisino di 49 anni, sono stati revocati i domiciliari ed è stato ammesso al rito abbreviato. A deciderlo è stato il giudice Giuseppe Sidoti del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto che però ha applicato nei suoi confronti l’obbligo di dimora nel comune di Castelvetrano. L’uomo sarà che ha il divieto di lasciare la propria abitazione dalle 21 alle 7 del mattino, dovrà comunicare ai carabinieri il luogo di abitazione e gli orari in cui sarà reperibile per eventuali controlli.
Il provvedimento è arrivato dopo l’istanza presentata dalla difesa nel corso dell’udienza, con la quale si chiedeva la revoca della misura cautelare o la sostituzione con un provvedimento meno restrittivo. Il pubblico ministero però, aveva espresso parere contrario.
Il tribunale però, ha ritenuto rilevanti alcune esigenze familiari dell’imputato. Mizouri, infatti, oltre ad avere 7 figli, 2 con disabilità è in attesa dell’arrivo di 2 gemelli. Circostanza che ha indotto il giudice a ritenere più adeguata una misura meno pesante in confronto ai domiciliari.
Mizouri è imputato insieme al 49enne Giuseppe Valenti di Terme Vigliatore e Salvatore Valenti, 43enne suo concittadino. Entrambi sono assistiti dall’avvocato Giuseppe Sottile.
L'udienza si terrà il prossimo 14 luglio.
Nell’inchiesta oltre al lavoro in nero e allo sfruttamento, i Carabinieri avrebbero disvelato anche un sistema di ingressi irregolari in Italia, che si basavano su assunzioni fittizie per aggirare le norme contenute nel decreto flussi.








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