PONTE, RAGIONERIA DI STATO STOPPA I COSTI EXTRA DELL’OPERA: TESTO DA MODIFICARE
- Grazia Di Mauro
- 22 minuti fa
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Il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina deve ripartire senza nessun aggravio di spese per lo Stato. A stabilirlo è stata la Ragioneria generale che ha anche chiesto alcune correzioni al decreto Infrastrutture, approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 febbraio. Il provvedimento dovrà quindi tornare all’esame del governo per un nuovo passaggio in Consiglio dei ministri.
La modifica riguarda in particolare il capitolo dei costi. La Ragioneria ha specificato che tutte le procedure necessarie alla ripartenza del progetto dovranno essere realizzate “senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica”. In altre parole, i lavori dovranno essere portati avanti utilizzando esclusivamente le risorse già stanziate.
Sui costi dell’opera è intervenuto anche l’amministratore delegato della società Stretto di Messina Pietro Ciucci che ha voluto rassicurare circa il possibile aumento dei costi. L’investimento complessivo resta infatti fissato a 13 miliardi e mezzo di euro. Con il decreto Infrastrutture, ha spiegato Manager, sono stati semplicemente rimodulati gli importi previsti per ciascun anno di lavoro, per tenere conto dello slittamento dei tempi dovuto alle note deliberazioni della Corte dei Conti.
Intanto, il governo continua a difendere il progetto. Il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini conferma l’obiettivo di avviare i cantieri entro l’anno, ma evita di indicare nuove scadenze precise. Dopo mesi di ricorsi, controricorsi e verifiche tecniche, ha spiegato, prima servono tutti i passaggi formali e le autorizzazioni necessarie. L’obiettivo politico, ha ribadito il ministro, resta quello di far partire finalmente i lavori dopo oltre 160 anni dai primi studi sul collegamento stabile tra Sicilia e Calabria.
Ma dall’opposizione continuano ad arrivare forti critiche. I partiti contrari alla grande opera sostengono che l’intervento della Ragioneria rappresenti una nuova battuta d’arresto per il progetto. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli accusa il governo di aver presentato un decreto incompleto, poi corretto dagli apparati dello Stato. Anche il Partito Democratico parla di una bocciatura di fatto del provvedimento, mentre il Movimento 5 Stelle sostiene che le modifiche richieste dimostrerebbero le criticità economiche dell’intera operazione.








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