CALDERA', FURTO ALLE POSTE: ASSOLTA 33ENNE MILAZZESE
- Grazia Di Mauro
- 3 ore fa
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Una vicenda giudiziaria che riaccende i riflettori sull’importanza delle indagini e della giustizia, soprattutto quando in gioco c’è la responsabilità penale di una donna che all’epoca dei fatti era in dolce attesa e oggi giovane mamma.
Si è chiusa con l’assoluzione piena e la formula “perché il fatto non è stato da lei commesso” il procedimento a carico della milazzese, Francesca Abbate. La 33enne era imputata per furto aggravato e utilizzo indebito di strumenti di pagamento.
I fatti contestati al tribunale risalivano a marzo 2023, quando un uomo denunciò il furto del proprio portafoglio da un’auto in sosta. Poco dopo, una delle carte contenute sarebbe stata utilizzata per un prelievo di 600 euro, presso uno sportello ATM di Calderà. Le indagini si erano concentrate sulle immagini di videosorveglianza che mostravano una donna durante l’operazione.
Nella fase iniziale era stato determinante il riconoscimento fotografico del denunciante che aveva indicato nella Abbate la presunta responsabile. Proprio su questo punto, nel corso del processo sono emerse le prime criticità.
Il riconoscimento, infatti, non era avvenuto nel contraddittorio tra le parti e non è stato confermato in aula. Inoltre, il confronto tra l’imputata e la donna ripresa dalle telecamere ha evidenziato differenze fisiche rilevanti, tra cui il colore degli occhi.
La difesa rappresentata dall’avvocato Alessandro Imbruglia ha poi prodotto elementi ritenuti decisivi. Tra questi, una conversazione con la madre che collocava la 33enne a casa, a letto, proprio negli orari del prelievo. Una circostanza confermata anche dalle testimonianze e soprattutto, legata alle condizioni di salute della donna che in quel periodo era in dolce attesa.
Secondo il Tribunale, il quadro probatorio si è rivelato insufficiente, anche per le incongruenze emerse nelle dichiarazioni del denunciante, nel frattempo deceduto che non hanno potuto trovare ulteriore chiarimento. Da qui la decisione: assoluzione con formula piena, perché il fatto non è stato commesso dall’imputata.








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