CARO CARBURANTI, IN REGIONE SI STUDIANO SOLUZIONI PER SOSTENERE SPESE DI ATTRAVERSAMENTO
- Emilio Bertucci
- 14 apr
- Tempo di lettura: 1 min

Gli effetti della guerra in Medio Oriente, e il mancato accordo tra Iran e USA, sulla riapertura dello Stretto Hormutz, stanno portando gravi ripercussioni sui trasporti, a causarlo è l’impennata dei prezzi di benzina e gasolio.
I rincari rischiano di paralizzare gli spostamenti commerciali sullo Stretto di Messina. La Regione è pronta ad intervenire urgentemente per scongiurare la paralisi dello scambio merci tra le due sponde.
Nella giornata di ieri si è tenuta una riunione a Palazzo D’Orleans per far fronte al caro carburanti che rischia seriamente di paralizzare gli scambi marittimi commerciali sullo Stretto. Al summit presenti il Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, con l'assessore delle Infrastrutture Alessandro Aricò, il presidente Irfis Giulio Guagliano, il capo di gabinetto Salvatore Sammartano e Simona Vicari, in qualità di esperta nel settore trasporti.
Lo scopo della riunione è quello di trovare una soluzione immediata per fronteggiare il caro carburanti, e sostenere il trasporto delle merci per il traghettamento, soprattutto lungo lo Stretto di Messina, nella tratta Messina – Villa San Giovanni e viceversa.
La regione cerca una soluzione per scongiurare un effetto domino, infatti, con l’aumento del prezzo dei carburanti, è inevitabile un’impennata del prezzo dei prodotti al consumo. Non solo Stretto di Messina, ma la misura potrebbe interessare anche altre tratte marittime commerciali interessate dal trasporto merci da e verso la Sicilia.








Commenti