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CASO BOTTARI, IL COLD CASE CHE AVVOLGE MESSINA DA QUASI TRE DECENNI



Sono passati quasi tre decenni dal delitto del professor Matteo Bottari, docente e stimato endoscopista del Policlinico di Messina, ucciso la sera del 15 gennaio 1998 lungo il viale Regina Elena con un colpo di lupara mentre tornava a casa dal lavoro. Una morte che sconvolse la città e che da subito apparve avvolta nel mistero, dando vita a un intrigo fatto di sospetti, omissioni e segreti che ancora oggi alimentano interrogativi.


Al centro della vicenda non c’è solo un omicidio, ma un intreccio che tocca la politica locale, le influenze delle logge massoniche e, soprattutto, le dinamiche interne al mondo accademico. Bottari era molto stimato tra colleghi e studenti, ma i suoi legami professionali e personali si inserivano in un contesto complesso, fatto di potere, interessi e reti che attraversano le istituzioni cittadine.


La Procura ha adesso deciso di riaprire il caso a distanza di anni, come da sempre chiesto dalla vedova di Bottari, la signora Stagno D’Alcontres. In questo scenario emergono figure come il collega Giuseppe Longo, anch’egli medico del Policlinico, che in passato era finito al centro di sospetti legati ad altri eventi tragici, e la cui storia testimonia come questi intrecci possano diventare drammaticamente concreti.


Il “Verminaio” di Messina racconta di reti di potere che uniscono Università, politica e logge segrete, dove decisioni e connivenze possono avere conseguenze drammatiche. Le domande rimangono tante: chi poteva avere interesse a eliminare Bottari? Quali legami nascondeva il contesto accademico e chi decideva realmente nelle stanze del potere cittadino e in quelle della massoneria?


La memoria di Bottari, professore sempre stimato, è stata negli anni al centro di dichiarazioni poi rivelatesi mendaci. A ventotto anni di distanza, il cold case dell’allora docente messinese resta intatto, e la città continua a interrogarsi, consapevole che dietro il delitto si cela un intreccio di interessi.


Tra ambizioni e segreti che ancora oggi sfuggono a una ricostruzione chiara. Bottari è stato vittima dei legami che hanno coinvolto a più livelli politica, massoneria e Università, zone che restano piene d’ombra e di verità sulle quali la Procura ha adesso intenzione di tornare a investigare.

 
 
 

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