CASO CARGILL NESSUN AMMORTIZZATORE SOCIALE
- Emilio Bertucci
- 3 feb
- Tempo di lettura: 1 min

A casa, senza paracadute e senza tutele. Quello che per mesi era stato solo un timore, oggi è diventato realtà. Per i 49 lavoratori della Cargill di Giammoro si apre la pagina più dura: il licenziamento, senza alcun ammortizzatore sociale.
Nessuna cassa integrazione, nessuna misura di accompagnamento. Solo un incentivo all’esodo come unica proposta messa sul tavolo dalla multinazionale. Una trattativa lunga, complessa, che nelle ultime settimane sembrava poter imboccare una strada diversa. Ma quella strada si è chiusa. Il confronto si è arenato e le ultime chance si stanno consumando in queste ore, appese a un filo sempre più sottile. Il tempo delle mediazioni sembra finito, quello delle scelte irrevocabili è già iniziato.
Dietro i numeri, però, ci sono le persone. Uomini e donne che per anni hanno garantito produzione, competenze e sacrifici a una realtà industriale importante. Lavoratori che oggi si sentono traditi e lasciati soli, in un territorio che da tempo fatica a offrire nuove opportunità occupazionali. Nei mesi scorsi avevano parlato di preoccupazione, di rabbia, di speranza. Oggi prevale la rassegnazione. La sensazione di essere stati schiacciati da logiche industriali lontane dal territorio e dall’assenza di un reale potere contrattuale capace di difendere il lavoro.








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