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CASO NEMO SUD, TUTTO RINVIATO AL PROSSIMO 6 MAGGIO


C’è una novità giudiziaria nel procedimento che riguarda il Centro Nemo Sud. Stiamo parlando del caso che riguarda la struttura dedicata alla cura delle patologie neuromuscolari, ormai chiusa da tempo e che per anni ha operato all’interno del Policlinico Universitario di Messina in convenzione con il nosocomio.


Mercoledì pomeriggio è stata accolta un’eccezione sollevata dalla difesa della Fondazione Aurora Onlus, davanti al giudice per l’udienza preliminare Salvatore Pugliese. L’avvocata Elena Montalbano ha infatti contestato la cosiddetta “indeterminatezza della contestazione accusatoria”, sostenendo che il capo d’imputazione non fosse formulato in maniera sufficientemente chiara. Una tesi che il giudice ha ritenuto fondata.


Il pubblico ministero Piero Vinci ha preso atto della decisione e l’udienza è stata rinviata al prossimo 6 maggio. Un rinvio che servirà alla Procura per valutare eventuali integrazioni o modifiche al capo d’accusa prima di proseguire con il procedimento.


Il processo riguarda la gestione del Centro Nemo Sud, rimasto attivo al Policlinico di Messina dal 2012 al 2021 e poi chiuso. Secondo l’impostazione accusatoria, la struttura avrebbe operato senza le necessarie autorizzazioni e senza l’accreditamento richiesto per erogare prestazioni a carico del Servizio sanitario nazionale.


Nel corso dell’inchiesta il numero degli imputati si è progressivamente ridotto. Oggi a processo restano soltanto in due: il professor Giuseppe Vita, già direttore dell’Unità operativa complessa di Neurologia e Malattie neuromuscolari del Policlinico, e Alberto Fontana, presidente della Fondazione Aurora Onlus, indicata nel procedimento anche come persona giuridica.


Per entrambi l’accusa contestata è quella di corruzione in concorso. Adesso però tutto resta sospeso: la prossima tappa giudiziaria è fissata per il 6 maggio.


Nel procedimento che vede il Policlinico di Messina costituitosi parte civile nei confronti di Vita e Fontana, ma non in quella della Fondazione Aurora Onlus, lo scorso 4 di febbraio era spuntata una novità.


Il Pubblico Ministero aveva aggiunto un altro capo d’accusa per Vita.  L’affidamento diretto delle attività alla Fondazione Aurora sarebbe avvenuto “senza ricorso a procedure di evidenza pubblica”. A seguito di questa integrazione, le difese hanno chiesto e ottenuto ulteriore tempo per preparare la loro memoria.


L’indagine è partita nel maggio 2024 dalla denuncia del professor Roberto Dattola, recentemente deceduto, all’epoca direttore dell’Unità di Medicina Fisica e Riabilitativa del Policlinico. Agli albori il quadro accusatorio era più ampio, vedendo coinvolti politici e dirigenti sanitari di primo piano del Policlinico. Dopo una serie di intercettazioni e approfondimenti, la Procura di Messina ha ridotto la richiesta di rinvio a giudizio ai soli Vita e Fontana, confermando la Fondazione Aurora come persona giuridica responsabile, mentre per tutti gli altri soggetti coinvolti – tra cui ex direttori, commissari straordinari e assessori regionali – è probabile l’archiviazione.

 
 
 

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