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Cautela ma anche coraggio, le due armi di Draghi per sfidare la pandemia: ecco le dichiarazioni


Cautela e coraggio, è questo ciò che si evince dalle parole del presidente del Consiglio Mario Draghi durante la sua ultima conferenza a Palazzo Chigi. La situazione relativa alla pandemia è un problema di assoluta rilevanza, ma dopo quasi due anni di chiusure, lockdown e coprifuoco, l'esperienza del governo, sulla carta, dovrebbe essere superiore rispetto agli albori della diffusione del Covid-19. E' questa la speranza di tutto il popolo italiano, speranza che Draghi unisce anche ad un sano realismo attraverso le sue ultime dichiarazioni:


“Abbiamo tutte le motivazioni del caso per pensare che riusciremo anche stavolta ad affrontare le sfide che abbiamo di fronte. Il governo sta fronteggiando la grande sfida del Covid-19 e della diffusione delle sue relative varianti, con un approccio diverso rispetto ai mesi passati. Cautela, ma anche voglia di limitare i danni economici e sociali. I giovani sono la categoria che ha più risentito delle chiusure dal punto di vista psicologico e della formazione''.


Alla luce di queste affermazioni, Draghi rafforza il suo pensiero sulla situazione delle fasce di età giovanili, preservando l'istruzione e l'aggregazione, per evitare eventuali problematiche future in ambito lavorativo, sostenendo che la scuola in presenza è un'assoluta priorità.


Il presidente del Consiglio sulle scuole prosegue:

“La scuola va tutelata e protetta. Importantissima per la democrazia del paese, e per lo sviluppo non solo culturale ma anche umano delle nuove generazioni. Tenere le scuole chiuse vuol dire alimentare le diseguaglianze tra chi sta in D.A.D. e chi no, diseguaglianze che si rifletteranno sul futuro delle vite lavorative”.


“Tutte le decisioni del governo sono figlie di dati empirici. Durante l'anno appena trascorso il numero dei morti era ancora alto, ma comunque inferiore rispetto al 2020; nota più che positiva considerando le riaperture. Inoltre l’economia ha visto una crescita di oltre il 6% a fronte del calo dell’anno precedente del 9%. Tutte le politiche del governo sono coerenti con le strategia di ripresa. La tutela viene rappresentata anche dall'aver introdotto l'obbligo vaccinale per alcune categorie professionali più soggette a rischio, e per gli over 50. Inoltre è assolutamente da sottolineare l'eccessiva affluenza nei reparti ospedalieri dovuti all'effetto del Covid sulla popolazione non vaccinata, i degenti in terapia intensiva sono per due terzi individui non vaccinati''.


Foto: Italpress

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