CICLONE HARRY, CONSEGNA DEI LAVORI PER I CANTIERI CONTRO L’EROSIONE NEL MESSINESE
- Emilio Bertucci
- 5 giorni fa
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I primi interventi riguarderanno la costruzione di 14 pannelli in scogli lavici in mare. I massi arriveranno a Roccalumera e saranno scaricati nel torrente Pagliara; da lì un motopontone li trasferirà via mare sul litorale santateresino per la posa sulla battigia. Seguirà il ripascimento artificiale della spiaggia con 253.490 metri cubi di sabbia provenienti dal torrente Savoca. Il trasporto avverrà via mare per evitare il transito di mezzi pesanti sul lungomare.
La consegna dei lavori a Santa Teresa di Riva, alla presenza del presidente della Regione Renato Schifani, del dirigente generale della Protezione civile Salvo Cocina e di Duilio Alongi, responsabile del coordinamento degli interventi urgenti contro il maltempo. Un passaggio atteso sei anni dal finanziamento e rinviato di 24 ore per consentire la partecipazione di tutte le autorità coinvolte.
Si apre così la fase operativa degli interventi integrati per la protezione del litorale in erosione. L’iter burocratico si è concluso solo nei giorni scorsi con la verifica e la validazione del progetto esecutivo, redatto dalle società Omniservice Engineering Srl e Geotechnical Design Group Srl, con il contributo del geologo Orazio Barbagallo e dell’ingegnere Erasmo Vella.
L’appalto integrato era stato affidato nel 2021 al Consorzio Ciro Menotti di Ravenna per quasi 6 milioni di euro, su un finanziamento regionale complessivo di 10,6 milioni. La Struttura commissariale per il contrasto del dissesto idrogeologico, guidata dall’ingegnere Sergio Tumminello, ha confermato il gruppo tecnico incaricato. La direzione lavori fa capo al Genio civile di Messina, diretto dall’ingegnere Santi Trovato; direttore dei lavori è l’architetto Massimo Potenzone, affiancato dai direttori operativi Corrado Speziale e Giuseppe Presti, con Antonino Chiofalo coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione.
Il tema dell’erosione resta centrale lungo tutta la fascia jonica.
Nel dossier “Cronaca di un disastro annunciato e della gestione fallimentare del litorale jonico”, Legambiente Sicilia dedica un ampio capitolo a Sant'Alessio Siculo, comune che combatte da trent’anni contro l’arretramento della costa. L’associazione ricorda che già nel 1988 uno studio commissionato dalla Provincia di Messina segnalava il rischio di scomparsa della spiaggia sabbiosa, ribadito nel 1994 dalla Commissione tecnica regionale, che invitava a eliminare le opere rigide capaci di amplificare l’azione erosiva.
Secondo Legambiente, quelle indicazioni non sono state recepite. Si è scelto di consolidare il lungomare, puntando su una difesa definita “passiva”, senza intervenire sulle cause strutturali: il deficit sedimentario dei fiumi e l’irrigidimento della costa. Per il litorale alessese sono stati spesi circa 40 milioni di euro, ma oggi la spiaggia risulta scomparsa e sarà necessario un nuovo ripascimento.
«Prima bisogna proteggere il paese dal mare e poi si può pensare a ricostruire», ha dichiarato il sindaco di Santa Teresa di Riva, Danilo Lo Giudice. L’obiettivo immediato è mettere in sicurezza le zone più esposte. Le verifiche sull’efficacia degli interventi e l’eventuale necessità di ulteriori risorse saranno valutate nelle prossime fasi.








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