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CICLONE HARRY, DE LUCA A ROMA PER CHIEDERE L’INTERVENTO DEL GOVERNO


All’indomani dalla violenta mareggiata innescata dal ciclone Harry, cateno de luca chiede l’intervento immediato dello stato. Un grido d’aiuto che fa eco al sindaco di Santa Teresa Lo Giudice, comune maggiormente colpito.


La mareggiata sembrerebbe essersi placata, e quello che rimane sembra un campo di guerra. Comuni costieri della zona ionica a cui mancano i lungomari. Strade, sottoservizi, marciapiedi, piazzette tematiche, statue e monumenti trascinati a largo dalla furia delle onde.


A definire ciò che resta “Bollettino di guerra”, è stato il sindaco di Taormina e capogruppo all’ARS di Sud chiama Nord, Cateno De Luca. Facendo eco alle parole del primo cittadino di Santa Teresa Riva, Danilo Lo Giudice, De Luca ha chiesto a gran voce l’intervento del Governo Nazionale.


“Il Premier visiti le zone colpite dal ciclone Harry, appena possibile” ha intitolato la nota, inviata a mezzo stampa.


E ha continuato “Interi territori sono devastati, famiglie e imprese in ginocchio, infrastrutture compromesse. Pertanto, chiedo alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, di venire appena possibile nei luoghi colpiti dal ciclone Harry, per constatare personalmente la gravità della situazione e rendersi conto dell’urgenza degli interventi necessari”.


Secondo il leader di Sud Chiama Nord, la Regione Siciliana deve dichiarare subito lo stato di calamità e, contestualmente, chiedere al Governo il riconoscimento dello stato di emergenza nazionale.


“È indispensabile- ha sottolineato- la nomina di un commissario straordinario, lo stanziamento di almeno 300 milioni di euro e l’individuazione dei sindaci dei Comuni colpiti come sub-commissari, così da garantire interventi rapidi, coordinati e realmente aderenti alle esigenze dei territori. Il vero nodo, ad oggi- ha concluso De Luca- è questo: le procedure, non solo i fondi, poiché senza strumenti straordinari si continuerà a perdere tempo prezioso”.


Un nodo, quello del dissesto idrogeologico che continua ad essere un nervo scoperto per l’intero territorio siciliano.  Nel 2019, all’epoca di Maurizio Croce nelle vesti di commissario per il dissesto, lo stesso Lo Giudice si disse indignato per la sparizione di oltre 134mln di euro destinati a programmi e progetti per risanare il territorio.


Sette anni fa Croce puntò il dito contro i sindaci, colpevoli a detta sua di non aver messo nero su bianco tutte le fragilità dei comuni amministrati dagli stessi. 


Oggi la questione, purtroppo, ha assunto contorni tragici. Non colpe, ne scusanti, serve intervenire per ridare dignità a un territorio in ginocchio.

 
 
 

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