CICLONE HARRY, IL DAY AFTER DELLA PROVINCIA DI MESSINA
- Hermes Carbone
- 22 gen
- Tempo di lettura: 3 min

Onde del mare che continuano ad abbattersi sui detriti. Il vuoto lì dove fino allo scorso lunedì insisteva uno splendido lungomare, fiore all’occhiello della provincia. E poi ancora l’isolamento, con il quale i pendolari della ionica saranno costretti a fare i conti per molto tempo a causa dell’inagibilità della ferrovia tra Taormina e Messina e di strade che appaiono più come un colabrodo.
Dopo il passaggio del ciclone Harry la Sicilia fa i conti con danni estesi e criticità diffuse. Il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani ha convocato una giunta straordinaria per questa mattina a Palazzo d’Orléans, a Palermo.
All’ordine del giorno la dichiarazione dello stato di crisi ed emergenza regionale e la richiesta dello stato di emergenza di rilievo nazionale per il maltempo che ha colpito la Sicilia negli ultimi tre giorni. Prevista l’attivazione dell’iter per il riconoscimento dello stato di calamità naturale per tutte le aree colpite.
I danni, in alcuni casi, superano le capacità dei bilanci comunali. L’indicazione è quella di consentire ai sindaci di utilizzare le risorse necessarie per le urgenze, evitando timori legati ai debiti fuori bilancio. Come detto, le mareggiate hanno provocato danni rilevanti alla linea ferroviaria. A Scaletta i binari risultano sospesi nel vuoto, ma criticità sono presenti lungo l’intera tratta. In alcuni punti le verifiche sono ancora in corso, anche a causa della presenza del mare. Previsti servizi sostitutivi con autobus per almeno le prossime due settimane. Situazione critica anche a Letojanni, dove oltre quattrocento metri di lungomare sono stati danneggiati dalle mareggiate. Le onde hanno raggiunto abitazioni e attività commerciali. Lidi, locali e ristoranti risultano distrutti o gravemente compromessi. Le strade sono state invase dalla sabbia e il lungomare, area centrale per il turismo, appare fortemente danneggiato. La quantificazione dei danni è ancora in corso. In paese prevalgono preoccupazione e incertezza per le prospettive di ripresa. Sui luoghi del disastro anche la prefetta Cosima Di Stani, che ha definito la situazione «gravissima» e richiesto il supporto dell’esercito, in particolare per la gestione della viabilità nelle aree più compromesse.
Il presidente dell’Anci Sicilia, Paolo Amenta, e il segretario generale Mario Emanuele Alvano parlano di una regione profondamente segnata, non solo per le conseguenze materiali del maltempo, ma per gli effetti strutturali su interi territori. Le aree maggiormente colpite sono le isole minori, il Messinese, il Catanese, il Siracusano e il Ragusano. Secondo Anci Sicilia, in molte zone il territorio ha subito trasformazioni rilevanti, con danni che incidono sulla sicurezza, sull’assetto urbano e sulle attività economiche locali. È necessario avviare una fase di programmazione che accompagni la ricostruzione e che coinvolga direttamente i sindaci, chiamati in queste ore a gestire le difficoltà delle comunità colpite. I vertici dell’associazione evidenziano come i danni sul piano economico e sociale siano rilevanti. Infrastrutture compromesse, attività produttive danneggiate e servizi essenziali in difficoltà stanno mettendo sotto pressione le economie locali, che potrebbero impiegare tempi lunghi per tornare alla normalità. Il ciclone Harry ha evidenziato una fragilità diffusa del territorio siciliano. Rischi di frane, smottamenti ed esondazioni. Eventi che non possono più essere considerati eccezionali e che impongono una revisione delle politiche di prevenzione. Per questo, viene ribadita la necessità di rivedere le modalità di intervento in fase di ricostruzione. Proprio i Comuni colpiti dalla straordinaria ondata di maltempo chiedono adesso una semplificazione normativa, una migliore programmazione e un rafforzamento delle misure di prevenzione, evitando di ricostruire con gli stessi criteri urbanistici del passato. Nel pomeriggio è previsto un sopralluogo in Sicilia del ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, accompagnato dal capo della Protezione civile Fabio Ciciliano. Le tappe annunciate sono il lungomare di Santa Teresa di Riva, nel Messinese, e quello di Ognina, a Catania, tra le aree più colpite dal maltempo.








Commenti