CICLONE HARRY, MEZZO MILIARDO DI EURO DALLA REGIONE PER I TERRITORI COLPITI
- Emilio Bertucci
- 11 feb
- Tempo di lettura: 2 min

Sono 558 i milioni stanziati per un nuovo Fondo per le emergenze legato agli eventi calamitosi. Risorse che serviranno alla messa in sicurezza dei territori, al ripristino delle infrastrutture danneggiate, ma anche, e soprattutto, al sostegno concreto di famiglie e imprese che hanno subito danni pesanti.
Una manovra ampia, che concentra la parte più consistente delle risorse sulle emergenze che a gennaio hanno colpito l’Isola: il ciclone Harry e, soprattutto, la frana di Niscemi.
«Dimostriamo, ancora una volta, un’attenzione concreta verso le famiglie e le attività commerciali che hanno subito danni ingenti», ha dichiarato il presidente Schifani. «Mettiamo in campo risorse importanti per garantire interventi efficaci e rapidi e una prospettiva di ricostruzione e rilancio dei territori coinvolti».
Il nuovo fondo si aggiunge ai 93 milioni già resi disponibili nell’immediatezza dell’emergenza per i primi interventi urgenti. Le somme provengono dalle risorse complementari del fondo di rotazione del Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale (Fesr) e del Fondo dello Sviluppo Europeo (Fse) 2021-2027, sbloccate dopo la revisione di medio termine della programmazione regionale, conclusa con il via libera di Bruxelles e con una maggiore flessibilità nella spesa, estesa fino al 31 dicembre 2030.
Ma la manovra non guarda solo all’emergenza. Dal Fesr 2021-2027 arrivano anche 200 milioni di euro per la cosiddetta “Super Zes” in Sicilia. L’obiettivo è rafforzare le zone economiche speciali, creando un ambiente più favorevole agli investimenti, riducendo i tempi burocratici e sostenendo crescita economica e occupazione.
Gran parte delle risorse sarà destinata al credito d’imposta per le imprese. Un tema già affrontato dal governatore Schifani, lo scorso 21 gennaio, durante un incontro con il ministro Tommaso Foti per integrare le misure statali con fondi extraregionali.
Infine, quasi 62 milioni, saranno destinati al contrasto del dissesto idrogeologico. Risorse recuperate dai risparmi del Piano sviluppo e coesione e attese da anni dall’assessorato Territorio e Ambiente per finanziare progetti rimasti finora nei cassetti. Interventi che puntano non solo a riparare i danni, ma a prevenirli, in una terra che troppo spesso fa i conti con frane, allagamenti e infrastrutture fragili.








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