CICLONE HARRY, STIMATI 2 MILIARDI DI EURO DI DANNI
- Hermes Carbone
- 16 feb
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Il bilancio è ancora provvisorio, ma la cifra fa già impressione: circa due miliardi di euro. È questa la prima stima complessiva dei danni provocati dall’ondata di maltempo che ha colpito la Sicilia lo scorso gennaio. I numeri sono stati raccolti dalla struttura commissariale per l’emergenza sulla base delle segnalazioni arrivate da Comuni, imprese e associazioni di categoria. Campi devastati, attività produttive ferme, strade e opere pubbliche compromesse.
Un’Isola letteralmente in ginocchio e nella quale le difficoltà idrogeologiche sono ormai all’ordine del giorno. Tra le situazioni più gravi, c’è la frana di Niscemi. Secondo le stime dell’ufficio commissariale, da sola vale circa 300 milioni di euro di danni stimati.
Un evento che ha inciso pesantemente su abitazioni, viabilità e servizi locali, stravolgendo la vita di oltre 20 mila persone. Il dossier, una volta verificato, sarà trasmesso a Roma e finirà sul tavolo del capo del Dipartimento nazionale di Protezione civile Fabio Ciciliano e del ministro per la Protezione civile Nello Musumeci.
Il confronto con Protezione Civile nazionale è già partito e, secondo la Regione, non sono state richieste integrazioni ai dati inviati. Da Roma si attende ora la valutazione definitiva per l’eventuale dichiarazione degli interventi finanziari straordinari, che continuano a tardare ad arrivare.
Il governatore Renato Schifani parla di collaborazione costante con l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni con l’obiettivo di ridurre i tempi burocratici e garantire risposte rapide ai territori colpiti. Al momento, però, è ancora tutto fermo. A farne le spese aziende agricole impossibilitate alla lavorazione dei raccolti, infrastrutture ancora danneggiate, strutture balneari in ginocchio con un’estate alle porte da programmare nella totale incertezza e amministrazioni locali in attesa delle risorse necessarie per ripartire. Una cifra che potrebbe ancora aumentare, ma che già racconta la portata eccezionale degli eventi atmosferici. E che riporta al centro il tema della prevenzione dei territori, oltre a quello dei ristori e ai tempi burocratici per la ricostruzione.








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