CONDRO’, UNA FOLLA COMMOSSA AI FUNERALI DELL’OPERAIO DECEDUTO ALLA AGRUMIGEL
- Emilio Bertucci
- 31 minuti fa
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Una folla commossa ha dato l’ultimo saluto ad Antonio Russo l’operaio di 60 anni deceduto lo scorso 27 febbraio mentre prestava servizio all’interno dello stabilimento della “Agrumigel” a Barcellona Pozzo di Gotto.
Le esequie si sono celebrate ieri pomeriggio all’interno della chiesa, “Santa Maria del Tindari” a Condrò, luogo amato dalla vittima. A stringersi attorno alla famiglia, oltre a parenti e amici, anche numerosi colleghi di lavoro e il sindaco di Condrò Giuseppe Catanese, che ha voluto esprimere la vicinanza dell’intera comunità a una perdita che ha profondamente scosso il paese.
Durante la cerimonia, i ricordi e le parole di affetto hanno tracciato il profilo di un uomo stimato e rispettato da tutti, apprezzato per la sua dedizione, la gentilezza e il legame autentico con la comunità. La commozione tra i presenti al rito funebre, era palpabile.
Con la voce rotta dalle lacrime, il parroco, padre Michele Chiofalo, ha ricordato quanto Antonio Russo fosse una bella persona.
"Mi sembra di rivederlo qui ancora adesso con il suo fare scherzoso e simpatico - ha detto il parroco -. In ogni messa lo potremo ritrovare, in quel confine tra cielo e terra.
Il parroco ha ricordato il suo impegno nell'ambito sociale e in tutte le iniziative aggregative. Antonio Russo amava la sua famiglia, che riflette i valori che lui stesso è stato capace di trasmettere, contribuendo a renderla sana, unita ed educata.
Al termine della funzione, un lungo applauso ha accompagnato il feretro di Antonio Russo all’uscita della chiesa, simbolo del dolore ma anche dell’affetto che l’intero paese nutre per lui.
Il corteo funebre è proseguito fino al cimitero di Condrò, dove l’uomo è stato sepolto.
Sulla morte dell’uomo la procura di Barcellona Pozzo di Gotto condotta dal procuratore Giuseppe Verzera, ha aperto l’indagine. Unico indagato è l’Amministratore Delegato di “Agrumi-Gel” Francesco Marullo. A suo carico viene ipotizzato il reato di omicidio colposo commesso con violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro.
La famiglia si affida al lavoro della magistratura per comprendere chi ha responsabilità per quanto accaduto e se le norme sulla sicurezza sul lavoro siano state rispettate.








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