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Donne di tutto il mondo e di Calabria.Le raccoglitrici di olive una storia rosa ferita e dimenticata



Rutigliano: “ é nostro dovere ringraziarle per il prezioso contributo alla nobile edificazione del popolo calabrese attraverso l’edificazione di un monumento”


Gioia Tauro (Rc). Si è svolto giorno 8 marzo, nella giornata internazionale della donna, presso Le Cisterne di via Roma, un convegno promosso dalla pittrice prof. Laura Rutigliano accolto dall’Ass.Pensionati Gioia Tauro, in collaborazione con il Comune di Gioia Tauro, Lab Donne e Amnesty International. Al dibattito moderato da Miryam Costa, sono intervenuti il Presidente Ass.Pensionati cav. Natal Zucco, il sindaco cap. Aldo Alessio, la dott.ssa Enza Versace, il resp. circ. reg. Amnesty International dr. Antonio Grillea e il sen.dr. Edoardo Macino.

Nel corso dell’ evento di elevato spessore sociale, in difesa dei diritti umani si è avuta la trasmissione di un reportage che al centro del dibattito ha portato “Le raccoglitrici di olive” che poco alfabetizzate lavoravano negli uliveti come braccianti per la raccolta delle olive.

“Per tutto il 900 a cavallo della prima e seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri le raccoglitrici di olive sono state le protagoniste indiscusse della nostra storia locale in campo socio-economico e sociale perché, sono state il pilastro dell’economia agricola della piana di cui però si avvantaggiavano i proprietari terrieri e i forestieri che compravano l’olio a basso prezzo, facendo affari redditizi.” Si legge in una nota di presentazione.

Nonostante le leggi che tutelano i diritti delle Donne, tutt’oggi e in tutto il mondo, si assiste ad episodi che sono teatro di discriminazione, pregiudizi, e ancor peggio di abusi, violenze, stupri e femminicidi.

Consapevoli di quanto sia stato importante il loro ruolo di madri procreatrici e di lavoratrici, per quel carattere forte e fiero di “calabresità” di cui ci sentiamo orgogliosi non possiamo fare a meno di considerare queste donne delle “Eroine”. - Afferma la prof. Rutigliano - Donne del popolo umili ma dotate di un grande spirito di sacrificio e perseveranza nel lavoro, forti come i tronchi dei secolari ulivi sfiancati e attorcigliati, testimoni della loro immane fatica. Per cui - continua - è nostro dovere ringraziarle per il prezioso contributo alla nobile edificazione del popolo calabrese attraverso l’edificazione di un monumento. È nostra intenzione - conclude - prendercene cura nel tempo con un’adozione formale e accanto al monumento impiantare un albero di ulivo come simbolo di ricchezza e di pace.





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