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Entusiasmante evento formativo per gli studenti di due scuole messinesi coinvolte nel progetto sulle sfide dell’Intelligenza Artificiale promosso da Sabina Scaravaggi, presidente Enac Sicilia

È stata un’esperienza altamente formativa quella che hanno vissuto una cinquantina di alunni di due scuole messinesi, con il progetto Intelligenza Artificiale: educare alle sfide del futuro, promosso dalla dott.ssa Sabina Scaravaggi

L'evevnto svoltosi lo scorso fine settimana a Cefalù è stato organizzato dall’Associazione “Nino Trentacoste” Solidaristica e di Servizio dei Missionari del Vangelo APS-ETS, con la partecipazione di Rocca, quindicinale della Pro Civitate Christiana-La Cittadella, Assisi.


Hanno partecipato all’iniziativa con forte interesse gli studenti del K Club Kiwanis del Liceo Maurolico, creato con la sponsorizzazione del Direttivo del Kiwanis Club Peloro - Messina presieduto da Michele Minissale, con l’adesione della dirigente scolastica professoressa Giovanna De Francesco, accompagnati dalla docente Stefania Giammò, dalla vicepresidente Kiwanis Club Peloro - Messina, Chiara Quartarone e dalla segretaria Teresa Crisafulli, e alcuni alunni dell’IIS Antonello di Messina, con l’adesione della dirigente scolastica professoressa Laura Tringali, accompagnati dai docenti Antonino Laface e Maria Loverso.


La presenza dei giovani è stata accolta con grande entusiasmo dagli organizzatori e dai relatori di fama internazionale, apprezzandone le domande di grande valore, rivolte alle personalità chiamate ad argomentare. Gli studenti hanno posto quesiti sul funzionamento dell’Ai, la sua utilità e i rischi che può comportare.


Gli interventi e le risposte dei relatori hanno catalizzato l’attenzione degli studenti e dell’intera platea. L’Ing. Salvatore Gaglio, professore ordinario presso la Facoltà di Ingegneria - Università di Palermo, ha parlato di Intelligenza Artificiale. Cos'è oggi. Gli scenari possibili, spiegando che “l’Ai manipola simboli senza significato e basandosi sulle probabilità”, in quanto è una raccolta di informazioni organizzate sempre dall’intervento dell’uomo. Sui rischi ha detto: “Ho più paura della volontà umana che della volontà delle macchine”. Mentre sui pericoli per il mondo del lavoro ha riferito che “le professioni, soprattutto quelle nel settore tecnico e scientifico, sono agevolate dall’Ai, ma anche inficiate: questo è un discorso che va affrontato dalla politica”.


Don Andrea Ciucci, coordinatore della sede centrale della Pontificia accademia per la vita (Santa Sede) e segretario generale della Fondazione vaticana RenAIssance per l’etica dell’intelligenza artificiale, ha relazionato su Il post-umano dell'Intelligenza Artificiale: risvolti antropologici, soffermandosi sui principi etici che sono: la trasparenza dei sistemi che devono essere comprensibili a tutti; l’inclusione, perché i sistemi non devono discriminare nessuno; la responsabilità che l’uomo deve assumersi su ciò che fa una macchina; l’imparzialità, perché tutti i sistemi non devono cercare o creare pregiudizi; l’affidabilità; la sicurezza e la privacy.


Gli aspetti geopolitici del nostro tempo sono stati affidati agli altri esperti presenti. Don Mattia Ferrari, cappellano di Mediterranea Saving Humans nel suo intervento su Il Creato: spreco economico e ambientale, ha portato la sua esperienza con la piattaforma nata da associazioni e persone della società civile, impegnata nel soccorso in mare per i migranti. “La crisi migratoria - ha spiegato - è dovuta alle crisi globali come guerre, depredazione delle terre e desertificazione”. In questa realtà, che comprende tutti i conflitti in atto, responsabili di perdite di vite e disastri ambientali, bisogna, prima di costruire la pace, comprenderla.


Al Prof. Fabrizio Maronta, redattore, consigliere scientifico e responsabile delle relazioni internazionali della rivista Limes, è stato affidato il tema Emisferi Nord-Sud. Per un'economia sostenibile. Maronta si è soffermato sul concetto di “circolarità”: “uno dei limiti - ha affermato - è quando troppo pochi hanno molto e molti hanno poco. Quindi circolarità nel senso che chi accumula dovrebbe essere indotto a redistribuire quel tanto che basta a far sì che il sistema sia in equilibrio, in armonia politico-sociale, altrimenti il sistema si destabilizza”.

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