EX GICAP, IL TRIBUNALE RIAPRE I TERMINI PER L'ASTA
- Hermes Carbone
- 6 dic 2025
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È un conto alla rovescia che sa di resa. Per i dipendenti dei supermercati ex Gicap, oltre 190 lavoratori tra Messina e provincia, queste giornate di fine anno sono un interminabile limbo. Il prossimo 31 dicembre scade infatti il contratto con cui Ergon aveva preso in affitto una parte della rete commerciale nell’ambito del concordato preventivo. Da quel momento, per molti, le luci si spegneranno davvero. La società aveva rilevato 39 punti vendita tra Sicilia e Calabria: una parte li ha acquistati, altri sono passati ad altre società. Ma per sedici supermercati, quasi tutti nel Messinese, la società ha già comunicato che non proseguirà la gestione nel 2026.
Una scelta che rende evidente il destino dei negozi oggi a marchio Ard: saracinesche abbassate, reparti svuotati, mesi di incertezza diventati scenografia di una chiusura ormai annunciata. E, soprattutto, nessuna risposta concreta attesa a breve termine se non quella della cassa integrazione.
In mezzo, 190 lavoratori che dal 1° gennaio dovranno fare i conti con la Naspi e con un futuro da reinventare. Al sit-in davanti la Prefettura, con la partecipazione dei sindacati, è seguito il tavolo istituzionale per tentare almeno di attutire l’impatto della chiusura.
L’unico strumento possibile, dicono i sindacati, è la cassa integrazione straordinaria, che permetterebbe di mantenere viva la platea occupazionale qualora nel 2026 si manifestasse un acquirente. Che, però, al momento non c’è. Il tribunale ha riaperto i termini dell’asta praticamente a costo zero per eventuali interessati. Fin qui, nessuno ha però risposto presente.








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